Francia, reduce Shoah uccisa: 2 incriminati per omicidio antisemita
Murielle Knoll è stata trovata morta venerdì nel suo appartamento con segni di colpi d'arma da taglio e il corpo in parte bruciato

Un omicidio a sfondo antisemita scuote la Francia. Due persone sono state arrestate e incriminate per l'uccisione della 85enne ebrea Mireille Knoll, il cui corpo è stato ritrovato venerdì poco prima delle 19 nel suo appartamento di Parigi, con segni di accoltellamento e parzialmente bruciato, dopo che i vigili del fuoco erano stati chiamati sul posto per la segnalazione di un incendio da spegnere. Fonti giudiziarie spiegano che per i due sospetti l'accusa è di "appartenenza vera o presunta della vittima a una religione", quella ebraica, e che i due sono attualmente in detenzione provvisoria.

Nata nel 1932 a Parigi, Knoll era riuscita a sfuggire alla più grande retata di ebrei in Francia durante la seconda guerra mondiale, quella del Vel d'Hiv del 16 e 17 luglio del 1942, grazie al passaporto brasiliano della madre: insieme a lei fuggì in Portogallo all'età di 10 anni; dopo la guerra tornò a Parigi e sposò un sopravvissuto all'Olocausto, morto poi nei primi anni 2000. Per 'Vel d'Hiv' si intende il rastrellamento del Velodromo d'inverno, uno degli episodi più bui della storia francese, che risale a quando il Paese era occupato dai nazisti: la polizia francese arrestò su ordine dei tedeschi 13mila ebrei a Parigi e la maggior parte di loro venne ammassata in condizioni spaventose all'interno del Velodrome d'Hiver, comunemente noto come Vel d'Hiv, prima che della deportazione ad Auschwitz.

Dall'autopsia è emerso che la donna è stata accoltellata ripetutamente prima che venisse appiccato il fuoco nell'appartamento. Stando a fonti giudiziarie i due sospettati, ora agli arresti, hanno a carico anche accuse di rapina aggravata. Uno di loro è un vicino di casa di circa 20 anni che Knoll conosceva bene e che quel giorno le aveva fatto visita, ha raccontato ad Afp il figlio della donna, che preferisce non rivelare il suo nome; secondo una fonte di polizia, il giovane aveva condanne per stupro e aggressione sessuale. Il secondo sospetto invece, 21 anni, ha precedenti per rapina: il giorno della morte di Knoll si trovava nel condominio e il suo nome è stato dato alla polizia dal primo sospetto, rivela una fonte di polizia.

"Esprimo la mia emozione davanti al crimine terribile commesso contro Knoll. Riaffermo la mia determinazione assoluta a lottare contro l'antisemitismo", ha scritto su Twitter il presidente francese, Emmanuel Macron. Lunedì, infatti, gli investigatori hanno fatto sapere che ritengono che l'omicidio sia legato alla religione di Knoll, mentre inizialmente si erano limitati a dire che "non è esclusa nessuna ipotesi".

Il caso di Mireille Knoll giunge un anno dopo quello di Sarah Halimi, la donna ebrea ortodossa di circa 60 anni che nell'aprile del 2017 fu gettata dalla finestra nel suo appartamento di Parigi da un vicino che urlò 'Allahu Akhbar'. Solo il mese scorso un giudice ha confermato che quell'omicidio ebbe movente antisemita, così i gruppi ebraici hanno reagito con rabbia al ritardo degli inquirenti nel dichiarare il motivo antisemita. L'omicidio di Halimi aveva riacceso il dibattito sull'antisemitismo nei quartieri operai in Francia, dove gli ebrei negli ultimi anni sono stati presi di mira in diversi attacchi jihadisti.

La comunità ebraica francese, con oltre mezzo milione di membri, è la più grande d'Europa, ma negli ultimi 20 anni è stata interessata da un'ondata di immigrazione verso Israele, in parte proprio per la diffusione di episodi antisemiti. Nel 2011 a Tolosa Mohamed Merah, islamista, sparò e uccise tre bambini e un insegnante davanti a una scuola ebraica. Nel 2015 un compagno dei due fratelli Kouachi responsabili dell'attacco alla sede di Charlie Hebdo, Amedy Coulibaly, uccise quattro persone in una presa di ostaggi al supermercato ebraico Hyper Cacher di Porte de Vincennes a Parigi. Più di recente, poi, si sono verificati una serie di episodi che hanno messo ulteriormente in allarme la comunità ebraica: un 14enne ebreo che usciva dalla sinagoga di Montmagny è stato aggredito e per il caso sono stati fermati quattro adolescenti; inoltre nello stesso dipartimento a gennaio un bambino ebreo di otto anni aveva riferito che, mentre indossava la kippah, era stato fatto cadere con uno sgambetto da due giovani, che l'avevano poi preso a calci.

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