Florida, strage annunciata. Fbi: "Ricevute due segnalazioni mesi prima, non abbiamo agito"
L'Fbi era stata allertata a settembre e a gennaio scorso su un giovane dai comportamenti preoccupanti

Il 19enne Nikolas Cruz ha confessato di avere ucciso 17 persone nella sua ex scuola superiore in Florida, la Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland. È quanto emerge dai documenti del tribunale. Dopo che gli sono stati letti i suoi diritti legali, "Cruz ha dichiarato che è lui l'uomo armato entrato nel campus della scuola armato con un AR-15 e di avere cominciato a sparare sugli studenti che ha visto in corridoio e sul terreno della scuola", emerge dalle carte. L'Fbi è finita sotto accusa: ha ammesso che aveva ricevuto due segnalazioni sul giovane, che giovedì è stato accusato di 17 capi di imputazione di omicidio premeditato. La prima risale a settembre scorso, l'altra il 5 gennaio da un conoscente del giovane, giunta al Bureau un mese prima del massacro al liceo di Parkland.

Le autorità Usa sono ora sotto esame dopo che l'Fbi ha confermato di essere stata allertata a settembre scorso per un messaggio postato su YouTube in cui un utente che usava il nome 'Nikolas Cruz' aveva scritto: "Voglio diventare un professionista dei massacri nelle scuole". In una dichiarazione, il Bureau assicura di avere compiuto "controlli su database e altre verifiche" ma di non essere riuscito a identificare la persona che aveva fatto il post.

L'Fbi spiega, inoltre, che "il 5 gennaio 2018 una persona vicina a Nikolas Cruz ha contattato la Public Access Line (Pal)" del bureau "per manifestare preoccupazioni relative al giovane. L'autore della chiamata ha fornito informazioni relative al possesso di un'arma da parte di Cruz, al desiderio di uccidere persone, al comportamento irregolare, ai post inquietanti sui social media e all'eventualità che potesse compiere una strage in una scuola". L'Fbi prosegue ammettendo le sue responsabilità: "In base ai nostri protocolli l'informazione fornita (il 5 gennaio), sarebbe dovuta essere trattata come un potenziale minaccia di morte. L'informazione sarebbe dovuta essere passata all'ufficio dell'Fbi di Miami, dove sarebbero dovuti essere compiuti i passi appropriati. Abbiamo stabilito che questi protocolli non sono stati seguiti sulla base della segnalazione ricevuta il 5 gennaio".

 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata