Filippine, violenze e saccheggi tra la popolazione: 800mila sfollati

Tacloban (Filippine), 11 nov. (LaPresse/AP) - I sopravvisuti del tifone Haiyan nelle Filippine fanno i conti con la devastazione, mentre sono in attesa di soccorsi, cibo e acqua.

2 MILIONI DI PERSONE COLPITE DAL DISASTRO. Secondo le autorità almeno 2 milioni di persone in 41 province sono state colpite dal disastro e almeno 23mila case sono state abbattute o danneggiate. Vaste zone lungo la costa sono state trasformate in terreni ricoperti di detriti, mentre le strade sono bloccate e molti corpi di vittime sono ancora sotto le macerie. "In alcuni casi la distruzione è stata totale", ha detto il segretario di Gabinetto Rene Almendras. Nella provincia di Leyte, sull'omonima isola, la città più gravemente colpita di Tacloban è stata quasi interamente rasa al suolo.

BILANCIO UFFICIALE ANCORA A MILLE MORTI, MA STIME SONO DI 10MILA. Il bilancio ufficiale è di 942 morti accertati e 275 dispersi. Lo fa sapere il portavoce dell'esercito, tenente Jim Alagao. Il conteggio è difficile, a due giorni dal passaggio del tifone, perché molte zone restano isolate, non sono raggiungibili dalle squadre di soccorso e neppure telefonicamente. Il numero delle vittime secondo le previsioni delle autorità dell'isola di Leyte si alzerà in modo drammatico: ieri hanno previsto almeno 10mila morti.

SFOLLATE 800MILA PERSONE. Questo nonostante i vasti preparativi per l'arrivo del tifone, in cui erano state sfollate 800mila persone. Molti centri di evacuazione, tra cui scuole, chiese ed edifici governativi, non hanno però resistito alla forza della perturbazione e all'innalzamento dell'acqua. Molte persone sono annegate o sono state trascinate via anche dai rifugi. Intanto, due aerei militari Usa hanno lasciato la base Vilamor di Manila verso Tacloban, per distribuire acqua, generatori e un contingente di marines nelle aree colpite. Si è trattato della prima distribuzione americana nella regione, ma anche dei primi aiuti internazionali.

SCONTRI E SACCHEGGI TRA LA POPOLAZIONE ALLO STREMO. A Tacloban, nelle Filippine, gruppi di sopravvissuti al tifone Hayian si scontrano per entrare in possesso del cibo ancora disponibile. Lo riferiscono le autorità locali, nella città dell'isola di Leyte in cui secondo le fonti ufficiali il bilancio delle vittime arriverà a 10mila morti. Gli abitanti della zona, devastata dal tifone che ha raso al suolo l'area, si aggirano in cerca di cibo e quando lo trovano si scontrano per entrarne in possesso, spiegano. Intanto, però, oltre agli alimenti mancano anche acqua e farmaci, per fermare la disidratazione e la dissenteria che stanno colpendo la popolazione. Grave la situazione anche per i feriti, che non possono essere ricoverati perché le strutture sono danneggiate o distrutte e non ci sono mezzi di trasporto per trasferirli.

TIFONE RAGGIUNGE IL VIETNAM. Intanto il tifone, indebolito a tempesta tropicale dopo il devastante passaggio sulle Filippine, ha raggiunto il Vietnam settentrionale nella mattinata locale di oggi, tarda serata di ieri in Italia, ed è in rotta verso la Cina con venti che soffiavano a circa 120 chilometri orari. La stima è stata fatta dall'osservatorio meteorologico di Hong Kong. La prima zona raggiunta da Haiyan in Vietnam è stata la provincia di Quang Ninh e le previsioni sono che la tempesta si sposti ulteriormente verso l'entroterra fino in Cina, perdendo progressivamente forza. Centinaia di migliaia di persone sono state fatte allontanare dalla zona in cui la tempesta è entrata in Vietnam, ma al momento non sono stati riportati danni o feriti. In vista dell'arrivo in Cina, le autorità della provincia di Guanxi hanno avvertito i pescatori locali di restare vicini alla costa.

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