Filippine tentano ripresa dopo tifone Bopha, quasi 600 le vittime

New Bataan (Filippine), 8 dic. (LaPresse/AP) - Dopo la devastazione portata dal tifone Bopha, che ha provocato la morte di quasi 600 persone, nel sud delle Filippine continua la ricerca dei dispersi. Ma, come riferisce ad Associated Press Marlon Esperanza, portavoce municipale di New Bataan, uno dei centri più colpiti, la situazione è resa ancor più difficile dalla difficoltà della popolazione a reagire. Soldati, polizia e volontari provenienti da altri centri sono al lavoro ma, spiega Esperanza, "intere famiglie sono state uccise, e i sopravvissuti sono ancora sconvolti. Appaiono storditi, nessuno si muove". In tutto, le autorità contano 276 persone morte nella provincia di Compostela Valley, tra cui 155 a New Bataan, e 277 decedute in quella di Davao Oriental. Altre 40 persone sono morte altrove. Circa 600 sono i dispersi, solo 411 a New Bataan.

Rocce, fango, tronchi d'albero, detriti e altri rifiuti hanno eliminato ogni punto di riferimento, il che rende ancor più difficili le ricerche nei luoghi dove un tempo sorgevano le case. Le autorità hanno deciso di seppellire i corpi non identificati in una fossa comune, dopo che gli ufficiali di polizia forense li hanno predisposti in modo da procedere a una futura identificazione da parte dei parenti. Attrezzature pesanti, cani da ricerca e motoseghe per tagliare gli alberi caduti sono stati portati da volontari provenienti da tutto il Paese, anche dalla capitale Manila, che si trova a 950 chilometri a nord. Quasi 400mila persone, per lo più a Compostela Valley e Davao Oriental, hanno perso la propria casa e vivono ora in centri di evacuazione o da parenti, facendo affidamento ai beni di prima necessità e prodotti alimentari forniti dalle agenzie governative e da organizzazioni.

Dopo essersi abbattuto sull'isola meridionale di Mindanao, il tifone Bopha è passato sul centro delle Filippine e si è diretto verso il Vietnam, ma negli ultimi due giorni si è soffermato sul mar Cinese meridionale. Per oggi, l'agenzia meteorologica nazionale ha alzato l'allerta per la tempesta nell'area occidentale dell'isola di Luzon. Le acque al largo dell'isola potrebbero risultare nelle prossime ore "molto agitate". Ieri il presidente delle Filippine Benigno Aquino III si è recato in visita a New Bataan e in serata ha dichiarato lo "stato di calamità nazionale", che aiuterà a focalizzare sull'area gli sforzi governativi di ricerca e ripresa, permetterà un controllo sui prezzi sui prodotti di base, e consentirà il rapido stanziamento di fondi di emergenza. Come riferisce Valerie Amos, sottosegretario generale dell'Onu per gli Affari umanitari e coordinatore per gli aiuti di emergenza, le Filippine hanno chiesto anche aiuti internazionali e molti Paesi hanno già garantito il proprio impegno in questo senso.

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