Filippine, Onu chiede 28 milioni di dollari per vittime tempesta Washi

Iligan (Filippine), 22 dic. (LaPresse/AP) - Le Nazioni unite hanno lanciato un appello per raccogliere 28 milioni di dollari, al fine di aiutare le Filippine a rialzarsi dopo il passaggio della tempesta Washi, che ha causato oltre mille morti. Il coordinatore umanitario dell'Onu, Soe Nyunt-U, ha paragonato la calamità della settimana scorsa a uno tsunami, in particolare la devastazione nelle due città meridionali più colpite, Iligan e Cagayan de Oro. "Sembra che siano state portate via da uno tsunami su terra", ha detto Nyunt-U ai giornalisti da Manila, capitale delle Filippine, dove si trova per coordinare gli sforzi di ricostruzione. "Intere aree - ha proseguito - sono state completamente spazzate via. Sono rimasti in piedi pochissimi edifici robusti, ma anche questi hanno subito forti danni".

Nyunt-U ha poi sollevato la preoccupazione di possibili epidemie, principalmente di colera, tra le migliaia di sfollati che adesso vivono nei centri temporanei. Circa 45mila persone sono rimaste senza casa al passaggio della tempesta Washi, di cui la maggior parte nella regione meridionale di Mindanao, dove appunto si trovano Iligan e Cagayan de Oro, città in cui vivono in totale circa un milione di abitanti. Altre 266mila persone sono invece assistite fuori dai rifugi temporanei. Le case danneggiate o distrutte sono quasi 30mila. Secondo gli operatori umanitari, che hanno portato beni di prima necessità, la maggior preoccupazione ora è la mancanza di acqua corrente.

Il coordinatore umanitario dell'Onu ha poi espresso la speranza che donatori e governi stranieri rispondano all'appello nonostante la crisi economica mondiale. Una precedente richiesta di aiuto da parte dell'Onu nel 2009, in seguito al passaggio di un tifone che uccise 500 persone a Manila, riuscì a raccogliere solo la metà dei fondi necessari per la ricostruzione. "È Natale e la buona volontà della comunità internazionale è alta", ha commentato Nyunt-U, aggiungendo che "nessun Paese può rimanere da solo".

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