Falkland-Malvinas, isolani festeggiano referendum, Argentina non ci sta

Stanley (Isole Falkland), 12 mar. (LaPresse/AP) - A un giorno dal referendum sulla sovranità nazionale delle Isole Falkland, approvato con il 99,8% delle preferenze, gli abitanti locali festeggiano la decisione di rimanere territorio britannico oltremare. Gavin Short, membro dell'Assemblea legislativa, spera che il netto risultato mandi un messaggio alla 'presidenta' argentina Cristina Fernandez: "Assolutamente non abbiamo alcun desiderio di essere amministrati dal governo di Buenos Aires. Spero che ora lei lo rispetti".

Ma l'Argentina, che ha sempre chiamato le isole con il nome originario di Malvinas, non sembra volersi arrendere. L'ambasciatrice di Buenos Aires a Londra, Alicia Castro, ribadisce che il voto è stato organizzato da e per il Regno Unito, solo al fine di rivendicare il proprio dominio sull'arcipelago. La speranza, spiega intervistata in radio, è che i desideri di poche centinaia di isolani non vengano paragonati ai "milioni e milioni" di persone che riconoscono la sovranità dell'Argentina sulle isole.

L'Argentina insiste da anni sulla necessità di tenere dei colloqui, e Londra si dice favorevole, ma solo se gli isolani potranno intervenire al tavolo delle trattative. "Non è - ha spiegato ancora la Castro - che non capiamo il desiderio degli isolani di ribadire la propria identità: sono britannici e la legge britannica li riconosce come tali. L'Argentina non ha intenzione di cambiare la loro identità o il loro stile di vita, ma il territorio in cui abitano non è il loro. C'è un diritto che loro non hanno, ed è decidere il destino del nostro territorio, o risolvere la questione della sovranità".

Intanto, da Washington, l'ammnistrazione Obama ribadisce che il voto non cambierà le politiche degli Usa, che vogliono mantenere la propria neutralità nella disputa territoriale. "I residenti - commenta la portavoce del dipartimento di Stato, Victoria Nuland - hanno chiaramente espresso la propria preferenza per continuare la relazione con il Regno Unito. Detto questo, ovviamente riconosciamo che ci sono altre rivendicazioni. Riconosciamo l'amministrazione de facto del Regno Unito, ma non prendiamo posizione sulla sovranità". Ora, ha aggiunto, è importante che Londra e Buenos Aires cerchino una soluzione in modo costruttivo.

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