Facebook, Zuckerberg si scusa all'Ue. "No ingerenze in future elezioni"
Il fondatore del social network al Parlamento europeo. Tajani: "Monitoreremo"

Il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, si è scusato con il Parlamento europeo per il ruolo del social network nello scandalo di Cambridge Analytica. E ha promesso, alla luce della "troppa lentezza" nell'identificare l'interferenza russa nelle presidenziali americane 2016, che in vista delle varie future elezioni sarà "priorità" evitare che ciò si ripeta. Zuckerberg si era già scusato davanti ai deputati americani, dopo essere stato fortemente criticato per il modo in cui il social network ha gestito la protezione dei dati degli utenti. Cambridge Analytica è accusata di aver acquisito dati di 87 milioni di profili Facebook, per usarli in campagne politiche. Secondo cifre di Facebook, i dati di "fino a 2,7 milioni" di europei potrebbero essere stati trasmessi in "modo inappropriato" alla compagnia, coinvolta nella campagna elettorale del presidente americano Donald Trump.

L'audizione, dove Zuckerberg era seduto a fianco del presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani, aveva un pubblico ristretto, ma è stata diffusa in streaming. Questo dopo pressioni politiche che chiedevano trasparenza, visto che inizialmente era prevista a porte chiuse. Il 25 maggio nell'Ue entrerà in vigore il nuovo regolamento europeo Rgpd sulla privacy. Tajani, all'inizio della sessione di domande, ha sottolineato che "la democrazia non dovrebbe mai diventare una operazione di marketing, dove chiunque compri i nostri dati possa acquistare vantaggio politico", e ha poi promesso che l'Europarlamento "monitorerà" i comportamenti di Facebook.

Al centro delle domande dei membri della conferenza dei presidenti dell'Europarlamento sono state le fake news, le interferenze elettorali, l'uso dei dati personali, l'Rgpd. Zuckerberg ha sottolineato l'utilità di Facebook con il 'security check' in caso di attentati, per i migranti lontani da casa, per le "18 milioni di piccole imprese in Europa". "Ma è anche diventato chiaro negli ultimi due anni che non abbiamo fatto abbastanza per impedire che gli strumenti costruiti fossero usati anche per far danni. Che si tratti di fake news, interferenze straniere nelle elezioni o sviluppatori che usano male le informazioni delle persone, non abbiamo avuto una visione sufficientemente vasta delle nostre responsabilità. Questo è stato un errore e mi scuso", ha affermato l'americano. Inoltre, ha aggiunto che "bullismo, discorsi d'odio e altro non devono avere posto" su Facebook, contro i quali saranno utili gli strumenti dell'Intelligenza artificiale e mentre procede l'indagine su "molte migliaia di app", "ce ne saranno altre che vorremo eliminare, mentre 200 lo sono già state".

Il capo dei liberali del gruppo Alde, Guy Verhofstadt, (che aveva minacciato di non partecipare se l'incontro fosse stato privato) gli ha fatto notare come "già tre volte dall'inizio dell'anno" si sia scusato, chiedendogli se voglia essere ricordato come "il genio che ha creato un mostro digitale". Zuckerberg ha ammesso che "ci vorrà tempo per tutti i cambiamenti che dobbiamo fare, ma sono impegnato a farlo bene e a fare i necessari investimenti per rendere sicure le persone". Citando l'aumento del numero di persone che lavorano alla sicurezza, ha anche detto che ciò avrà un "impatto sul profitto, ma la sicurezza degli utenti sarà sempre più importante". Il ceo ha poi sottolineato di condividere i "valori" che sono alla base della normativa Rgpd, dicendo che la rispetterà dal giorno dell'entrata in vigore.

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