Ex collaboratrice di Obama salva l'azienda di Weinstein (e 150 posti di lavoro)
Maria Contreras-Sweet vuole trasformare la società del produttore in un modello per la promozione delle donne a Hollywood

Lo studio Weinstein sembrerebbe aver trovato un'alternativa alla bancarotta, grazie a un accordo con l'ex responsabile per le Piccole e medie imprese dell'amministrazione Obama, Maria Contreras-Sweet, determinata a trasformare la società del produttore statunitense in un modello per la promozione delle donne a Hollywood. "Il nostro team è lieto di annunciare cha abbiamo compiuto un passo importante e raggiunto un accordo per l'acquisto di asset da The Weinstein Company per lanciare una nuova società, con un nuovo cda e una nuova visione che incarna i principi che difendiamo dall'inizio del processo in autunno", ha dichiarato Contreras-Sweet, a capo di un gruppo di investitori che dallo scorso autunno sta negoziando il salvataggio della società.

"Questi principi non sono mai cambiati e consistono nel costruire uno studio cinematografico guidato da un consiglio composto da una maggioranza di donne indidendenti", ha aggiunto, spiegando che l'intenzione è anche quella di "salvare 150 posti di lavoro" e "creare un fondo di compensazione delle vittime". Contreras-Sweet non ha fornito dettagli sull'accordo né ha confermato l'importo dell'operazione, che fino ad ora è stato valutato intorno ai 500 milioni di dollari. A confermare l'intesa per la vendita di asset è stata d'altra parte anche la stessa Twc. "Consideriamo questo come un risultato positivo in circostanze incredibilmente difficili", si legge in una nota.

"Siamo lieti di aver ricevuto impegni espressi dalle parti rispetto al fatto che la nuova società creerà un vero fondo di compensazione per le vittime, ben nutrito, e applicherà politiche di gestione delle risorse umane che proteggeranno gli impiegati e non ricompenseranno chi ha agito male", ha invece dichiarato il procuratore dello Stato di New York, che aveva bloccato in febbraio un primo progetto di acquisizione, sostenendo che i fondi previsti per compensare le vittime degli abusi sessuali di cui è stato accusato il produttore erano insufficienti e che la dirigenza della nuova società includeva quadri che avrebbero coperto le sue azioni. L'annuncio del raggiunto accordo arriva dopo che domenica scorsa la The Weinstein Company aveva annunciato di essere pronta a dichiarare la bancarotta, proprio per la mancanza di una intesa con il gruppo di investitori guidato da Contreras-Sweet e Ron Burkle.
 

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