Esplosioni a Bangkok, secondo Israele c'è la mano dell'Iran

Bangkok (Thailandia), 14 feb. (LaPresse/AP) - Dopo il doppio attentato avvenuto ieri contro diplomatici israeliani in India e Georgia, per cui Israele ha accusato l'Iran, una serie concatenata di esplosioni ha scosso questa mattina Bangkok, capitale della Thailandia. Gli attacchi hanno provocato cinque feriti, tra cui l'attentatore, un iraniano, e una nuova accusa da parte di Israele, secondo cui la responsabilità sarebbe da attribuire nuovamente a Teheran. Intervenendo a Singapore, dove era in visita ufficiale, il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak ha detto che le esplosioni "provano ancora una volta che l'Iran e i suoi alleati continuano a perpetrare terrore". Il ministro ha aggiunto che Teheran e l'alleato libanese Hezbollah sono "implacabili elementi di terrore che mettono in pericolo la stabilità della regione e quella del mondo". Barak era stato in visita a Bangkok domenica.

Le esplosioni sono avvenute lungo una trafficata strada della capitale thailandese. Oltre a quattro civili, tre uomini e una donna, è rimasto ferito anche l'attentatore, un iraniano, identificato come Saeid Moradi, che ha perso una gamba. La sequenza dei fatti è stata piuttosto insolita. Il tutto ha preso il via dall'esplosione di una scorta di materiali esplosivi nella casa dove l'uomo viveva, assieme ad altri due stranieri. In seguito allo scoppio, che ha distrutto una parte del tetto dell'edificio, i tre sono fuggiti. Moradi, ferito, spiega il generale Pansiri Prapawat della polizia, "ha cercato di fermare un taxi, ma era coperto di sangue e l'autista si è rifiutato di farlo salire a bordo". L'uomo ha quindi lanciato materiale esplosivo contro l'automobile e ha iniziato a correre. Agenti chiamati per intervenire hanno provato ad avvicinarsi all'iraniano, che a quel punto ha lanciato una granata anche verso di loro per difendersi. "Ma in qualche modo l'ordigno è rimbalzato", colpendo Moradi e ferendolo gravemente alle gambe, ha spiegato ancora Prapawat. Secondo fonti mediche, la gamba destra dell'iraniano è rimasta amputata sotto il ginocchio, mentre la sinistra è intatta ma seriamente ferita. La terza esplosione si è verificata infine davanti a una scuola, ma non ha provocato feriti. In una borsa trovata vicino all'edificio alcuni agenti hanno trovato valuta iraniana e thailandese, nonché dollari americani.

Alcune ore dopo i fatti, la polizia thailandese ha arrestato uno degli altri due fuggitivi. L'uomo, a sua volta di nazionalità iraniana, identificato come Mohummad Hazaei, è stato fermato da agenti del dipartimento immigrazione all'aeroporto internazionale di Bangkok. Sarebbe dovuto salire a bordo di un aereo diretto in Malesia. Le autorità lo hanno interrogato, ma non è chiaro se sia a sua volta coinvolto nelle esplosioni. Il terzo uomo è invece ancora in fuga. In giornata, le squadre di artificieri hanno poi trovato nella casa dove sono avvenute le prime esplosioni altri due ordigni, che hanno disinnescato. Ognuno era stata confezionato con circa 1,5 chilogrammi di esplosivo C-4. Le bombe, spiega il capo della polizia nazionale, il generale Prewpan Damapong, erano "magnetiche e potevano essere attaccate a un veicolo. Avrebbero potuto ferire delle persone, ma non distruggere vaste aree".

Il mese scorso uno straniero sospettato di legami con Hezbollah aveva guidato la polizia thailandese in un magazzino con oltre 4mila chili di fertilizzante di urea e diversi litri di nitrato di ammonio liquido. Non sembra però che quell'episodio sia legato alle vicende di oggi. Intanto la polizia sta cercando di tracciare i movimenti di Moradi. Secondo le prime informazioni, sarebbe arrivato in Thailandia da Seul, in Corea del Sud, l'8 febbraio. Sarebbe atterrato nella città thailandese di Phuket, quindi è rimasto in un hotel di Chonburi, a un paio di ore di macchina a sudest di Bangkok, per alcune notti.

Le attenzioni di Israele, dopo gli attacchi di ieri, si sono subito concentrate contro Teheran. "Sappiamo chi ha condotto gli attacchi terroristici, sappiamo chi li ha mandati, e Israele farà i conti con loro", ha detto Yitzhak Aharonovitch, ministro della Pubblica sicurezza di Tel Aviv, parlando a Israel Radio. Più cauto il governo thailandese, secondo cui, come riferisce la portavoce Thitima Chaisaeng, "sono necessarie più analisi" per capire chi ci sia dietro agli attacchi e definire se l'Iran sia coinvolto. Il primo ministro Yingluck Shinawatra ha chiesto alla popolazione di "non andare nel panico", spiegando che la situazione è sotto controllo.

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