Emergenza migranti, Corte Ue: Asilo spetta a Paese d'arrivo
Nessuna deroga al regolamento di Dublino. Avvocatura europea: "Respingere ricorsi di Slovacchia e Ungheria su relocation"

Nessuna deroga al regolamento di Dublino per quanto riguarda le richieste d'asilo dei migranti: anche se si è in situazione di emergenza, l'esame delle domande spetta al Paese d'ingresso. Lo ha stabilito la Corte europea in una sentenza che riguarda un contenzioso su un cittadino siriano e i membri di due famiglie afghane arrivati nel 2016 nel Paese balcanico, ma intenzionati a chiedere asilo a Vienna e in Slovenia. La Corte ha deciso che dovrà essere la Croazia a esaminare le domande di protezione internazionale. "L'attraversamento della frontiera che abbia avuto luogo in occasione dell'arrivo di un numero eccezionalmente elevato di cittadini di Paesi non Ue intenzionati ad ottenere una protezione internazionale non è determinante", spiega la Corte, nell'esame delle richieste di asilo, che restano di competenza dello Stato di ingresso nell'Unione, come previsto dal regolamento di Dublino III. Non vi è quindi nessuna deroga possibile in virtù dell'eccezionale ondata migratoria.

E sempre sul delicatissimo tema dei flussi migratori, l'avvocato generale Yves Bot ha proposto alla Corte di Giustizia dell'Unione europea di "respingere i ricorsi proposti dalla Slovacchia e dall'Ungheria" contro il piano di relocation adottato dal Consiglio Ue nell'estate del 2015 per aiutare Italia e Grecia. Per l'avvocato generale "la decisione impugnata contribuisce in modo automatico ad alleviare la forte pressione esercitata sui sistemi di asilo greco e italiano a seguito della crisi migratoria dell'estate del 2015 ed è quindi idonea a realizzare l'obiettivo che essa persegue".

LOTTA AGLI SCAFISTI. Intanto nel nostro Paese prosegue la lotta contro gli scafisti. La polizia di Ragusa ha infatti fermato tre persone accusate di aver condotto sulle coste italiane tre gommoni con 426 migranti a bordo, il 23 luglio scorso. Si tratta di un cittadino egiziano di 29 anni, di un 27enne originario della Guinea Conacry e di un 29enne del Camerun.
Il reato è aggravato dal fatto di aver procurato l'ingresso e la permanenza illegale in Italia di oltre 5 persone; perché è stato commesso da più di tre persone in concorso tra loro; per aver procurato l'ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità e inoltre per aver procurato l'ingresso e la permanenza illegale.

Nel 2017 sono 59 gli scafisti fermati solo in provincia di Ragusa. Lo scorso anno sono stati arrestati 200 scafisti dalla polizia giudiziaria. Inoltre, sono in corso numerose attività in collaborazione con le altre squadre mobili siciliane della polizia di stato (coordinate dal servizio centrale operativo della direzione centrale anticrimine) al fine di permettere scambi informativi utili per gestire indagini sul traffico di migranti dalle coste straniere a quelle Italiane.

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