Egitto, Usa sospendono invio di quattro F-16 dopo colpo di Stato

Washington (Usa), 24 lug. (LaPresse/AP) - L'amministrazione Usa rinvierà la vendita di quattro caccia F-16 all'Egitto, in seguito all'intervento militare che ha rovesciato il presidente Mohammed Morsi. Lo fa sapere il segretario stampa del Pentagono George Little, il quale sottolinea che il presidente Barack Obama ha deciso di ritardare la consegna, anche se non ha indica un preciso collegamento tra la misura e il golpe. Little ha solo spiegato che la decisione del rinvio, che si applica esclusivamente alla vendita di F-16, è stata "prudente" alla luce "dell'attuale situazione". Non è stata risolta la questione dell'eventuale sospensione degli 1,3 miliardi di dollari che ogni anno gli Usa inviano all'Egitto in aiuti. Nessuna modifica, invece, per quanto riguarda l'annuale esercitazione militare congiunta tra Usa ed Egitto, nota come Bright Star.

Della questione, aggiunge Little, il segretario alla Difesa Usa Chuck Jagel ha parlato al telefono con il capo dell'esercito e ministro della Difesa egiziano, il generale Abdel-Fattah el-Sissi. "Rimaniamo impegnati nella relazione di difesa tra Usa ed Egitto, visto che esse resta un fondamento della nostra partnership strategica con l'Egitto e serve come pilastro della stabilità regionale", ha detto Little. "Guardando avanti - ha sottolineato - tutto ciò che facciamo e diciamo continuerà ad essere focalizzato a velocizzare il ritorno in Egitto di un governo eletto democraticamente prima possibile".

I quattro nuovi jet avrebbero dovuto essere consegnati in base a un precedente accordo che prevede la vendita di 20 velivoli. Otto F-16 sono già stati consegnati a gennaio, mentre gli ultimi, oltre ai quattro ora bloccati, dovrebbero essere inviati a fine anno. La decisione del Pentagono è la prima azione diretta presa dagli Usa dal colpo di Stato militare con cui è stato deposto il presidente Mohammed Morsi. Secondo la legge in vigore negli Stati Uniti, gli aiuti militari a un Paese dove avviene un golpe devono essere sospesi. Ma l'amministrazione Obama sta ancora cercando di dare un inquadramento chiaro a quanto avvenuto il 3 luglio scorso e se si sia trattato di un effettivo colpo di Stato.

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