Egitto, slitta sgombero sit-in sostenitori Morsi. Prolungato fermo dell'ex presidente

Il Cairo (Egitto), 12 ago. (LaPresse/AP) - Slitta l'operazione di sgombero delle autorità egiziane nei confronti dei due sit-in dei sostenitori del presidente deposto Mohammed Morsi, al Cairo. Secondo quanto riferisce un funzionario rimasto anonimo, il governo ha infatti deciso di posticipare l'intervento per "evitare un bagno di sangue". La decisione, spiega la fonte, è stata presa dopo che il piano sulla fine dei sit-in è stato rivelato ai media. Intanto le autorità giudiziarie hanno prolungato la custodia per l'ex capo di Stato di altri 15 giorni.

MORSI RESTA IN CUSTODIA. L'estensione del fermo di Morsi, riporta una fonte anonima del tribunale, è stata decisa dal giudice Hassan Samir, che sta esaminando le accuse contro l'ex presidente di avere cospirato con il gruppo palestinese Hamas per evadere dalla prigione Wadi al-Natroun con 33 altri membri dei Fratelli musulmani nel 2011. Morsi è sotto la custodia delle autorità dal 3 luglio, quando i militari lo hanno deposto in seguito alle proteste di milioni di egiziani. Si tratta della seconda volta che il fermo di Morsi viene prolungato; la prima risale al 26 luglio.

I SIT-IN E LE MINACCE DEL GOVERNO. Ieri le forze di sicurezza avevano programmato di formare dei cordoni attorno ai luoghi di protesta già all'alba di questa mattina, ma i timori di scontri e violenze erano alti. Nei giorni scorsi il governo ad interim aveva avvertito che la decisione dello sgombero sarebbe stata "irreversibile". I sostenitori di Morsi, dal canto loro, hanno promesso che continueranno la protesta fino a quanto il presidente, deposto da un colpo di Stato lo scorso 3 luglio dopo giorni di proteste popolari, non sarà rimesso al suo posto. Il sit-in principale si trova nel distretto di Nasr City, davanti alla moschea di Rabaah el-Adawiya, l'altro a Giza.

FRATELLI MUSULMANI IN PIAZZA. Proprio a dimostrare la loro volontà di non abbandonare la lotta, i sostenitori dei Fratelli musulmani sono scesi oggi in piazza nel centro del Cairo e in altre parti dell'Egitto cantando slogan anti-militari e mostrando fotografie di Morsi.
NO A MEDIAZIONE AL-AZHAR. Intanto, Mohammed el-Beltagi, esponente di spicco dei Fratelli musulmani, dice no alla proposta del numero uno dell'università di Al-Azhar, Ahmed el-Tayyb, di negoziare una soluzione politica alla crisi che sta attraversando il Paese. El-Beltagi sostiene che el-Tayyb non sia un mediatore imparziale perché ha sostenuto il colpo di Stato che ha portato alla deposizione di Morsi. Anche un altro membro del gruppo, Saad Emara, respinge ogni sforzo in questa direzione, sottolineando che i Fratelli musulmani non riconoscono "l'iniziativa dell'era post-golpe". "La chiave per una risoluzione - ha detto Emara ad Associated Press - è il ritorno delle istituzioni democratiche, compreso il presidente".

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