Egitto, scontri dopo sgombri sit in pro Morsi: morti e feriti

Il Cairo (Egitto), 14 ago. (LaPresse/AP) - Le forze di sicurezza egiziane hanno dato il via questa mattina al Cairo alle operazioni di sgombro dei sit in dei sostenitori dell'ex presidente egiziano Mohammed Morsi. Mentre disordini sono scoppiati anche in altre aree del Paese, circolano bilanci molto contrastanti. Il braccio politico dei Fratelli musulmani ha dichiarato che più di 500 persone sono rimaste uccise e circa 9mila persone ferite. E' confermata la morte di almeno cinque membri delle forze dell'ordine, mentre è di dieci manifestanti uccisi e circa 100 feriti il bilancio fornito dal ministero della Salute egiziano.

GLI SGOMBERI. Le operazioni sono cominciate simultaneamente nell'accampamento di Nasr City e in quello fuori dal campus dell'università del Cairo a Giza intorno alle 7 ora locale. Le truppe dell'esercito non hanno preso parte alle due operazioni di sgombero, ma hanno fornito un servizio di sicurezza sul posto. Elicotteri di polizia ed esercito hanno sorvolato entrambe le zone di sgombero, mentre colonne di fumo si elevavano dal terreno ore dopo le azioni della polizia. Il più piccolo dei due accampamenti dei sostenitori pro Morsi è stato sgomberato dalla polizia. La maggior parte dei manifestanti si è rifugiato nei vicini giardini botanici Orman e dentro il campus dell'università del Cairo. Un giornalista di Associated Press presente agli sconti del Cairo ha visto agenti delle forze di sicurezza che inseguivano i dimostranti nello zoo della città. La polizia ha fatto irruzione nel campo più grande dei dimostranti, nel distretto di Nasr City a est del Cairo, e si è poi diretta alla moschea usata come centro principale del sit-in.

I BILANCI. E' confermata la morte di almeno cinque membri delle forze dell'ordine, mentre è di dieci manifestanti uccisi e circa 100 feriti il bilancio fornito dal ministero della Salute egiziano. Il braccio politico dei Fratelli musulmani ha dichiarato che più di 500 persone sono rimaste uccise e circa 9mila persone ferite. Non ci sono conferme ufficiali dei dati del gruppo di islamisti. Nulla nei filmati di Associated Press o delle reti tv locali suggerisce un bilancio dei morti così alto. Mohammed el-Beltagy, uno dei leader dei Fratelli musulmani, ha dichiarato che il bilancio dei morti è di più di 300 persone. El-Beltagy ha chiesto alla polizia e ai soldati dell'esercito di ammutinarsi contro i loro comandanti, e agli egiziani di scendere in strada per mostrare la loro disapprovazione contro i raid sui sit in.

GLI SCONTRI. Violenze sono scoppiate in varie aree del Paese, con stazioni di polizia, palazzi del governo e chiese attaccati o dati alle fiamme. Scontri sono stati registrati su una strada di Mohandiseen, distretto di lusso del Cairo, quando alcuni dimostranti pro-Morsi hanno sparato sulle auto in transito e sui pedoni. La polizia è intervenuta lanciando gas lacrimogeni. La polizia ha fatto ricorso ai lacrimogeni anche in altre zone della capitale, per disperdere i sostenitori di Morsi che volevano unirsi al sit-in di Nasr City dopo che lì sono iniziate le azioni delle autorità. La tv di Stato egiziana riporta che un capitano di polizia sarebbe stato sequestrato dai dimostranti pro-Morsi vicino al campo di Nasr City. A Bani Suef, a sud del Cairo, i dimostranti hanno dato alle fiamme tre auto della polizia. Ad Assiut, roccaforte islamista sempre a sud della capitale, la polizia ha usato i lacrimogeni per disperdere le migliaia di manifestanti che si erano riuniti nel centro città. La Banca Centrale Egiziana ha dato istruzione alle banche commerciali di chiudere le filiali nelle aree del Paese colpite dai disordini. Nelle tre province del sud Minya, Assiut and Sohag chiese appartenenti alla minoranza cristiana copta sono state date alle fiamme. Altri scontri sono scoppiati tra sostenitori dell'ex presidente egiziano Mohammed Morsi e le forze di sicurezza ad Alessandria, nelle province del Delta del Nilo di Beheira, Sharqiya e Gharbiyah e nella regione oasi di Fayoum.

L'AMBASCIATA ITALIANA: EVITARE ASSEMBRAMENTI. L'ambasciata italiana al Cairo ha invitato " i connazionali a tenersi lontani da assembramenti e limitare spostamenti" in Egitto. L'ambasciata lo ha comunicato attraverso il suo account twitter ufficiale, aggiungendo i contatti. Sull'account si legge "Siamo sempre raggiungibili 0227943194/5".

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