Egitto, Mubarak assolto da accuse per uccisione manifestanti 2011

Il Cairo (Egitto), 29 nov. (LaPresse/AP) - L'ex presidente egiziano Hosni Mubarak è stato assolto dalle accuse per l'uccisione di manifestanti nella rivoluzione di gennaio 2011. Mubarak, 86 anni, è stato assolto anche dalle accuse di corruzione che affrontava insieme ai figli Alaa e Gamal. Anche l'allora ministro dell'Interno, Habib El-Adly, e i suoi collaboratori sono stati assolti dalle accuse di coinvolgimento nella morte di manifestanti nella rivolta di gennaio 2011 che portò alla cacciata dello stesso Mubarak.

Nel 2012 l'ex raìs era stato riconosciuto colpevole e condannato all'ergastolo, ma la sentenza fu ribaltata in appello e fu ordinato un nuovo processo, che si è concluso oggi. Mubarak era a processo con i suoi due figli, il capo della sicurezza e sei collaboratori, che sono stati anche loro tutti assolti. A processo c'era anche l'uomo d'affari Hussein Salem, amico di lunga data di Mubarak, che è stato processato in contumacia.

Anche Hussein Salem è stato assolto. Nei 18 giorni di rivolta del 2011, che si conclusero con le dimissioni di Mubarak che cedette il potere all'esercito, furono uccisi circa 900 manifestanti. Il processo, tuttavia, riguardava soltanto l'uccisione di 239 di essi. Il giudice che ha presieduto il processo, Mahmoud al-Rashidi, ha chiarito che il respingimento da queste accuse non assolve Mubarak dalla "corruzione" e dalla "debolezza" degli ultimi anni dei suoi 29 anni al potere. Al-Rashidi ha inoltre elogiato la rivolta del 2011 dicendo che i suoi obiettivi, cioè libertà, pane e giustizia sociale, erano legittimi.

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