Egitto, Morsi convoca voto Parlamento ad aprile, opposizione contesta

Il Cairo (Egitto), 22 feb. (LaPresse/AP) - Il presidente egiziano Mohammed Morsi ha emesso un decreto tramite il quale ha convocato elezioni parlamentari scaglionate, che si terranno fra il 27 aprile e il 27 giugno. Il decreto, annunciato nella tarda serata di ieri, stabilisce che i 27 governatorati egiziani saranno divisi in quattro gruppi che voteranno separatamente, ciascuno per due giorni. Questo per permettere agli oltre 50 milioni di persone di avere abbastanza tempo per recarsi alle urne. Il nuovo Parlamento si riunirà il 6 luglio. Le elezioni sono necessarie a seguito dello scioglimento del Parlamento giunto lo scorso 14 giugno, dopo il pronunciamento della Corte costituzionale, la quale decretò che un terzo dei membri della Camera bassa era stato eletto in modo illegale.

Ma la mossa di Morsi ha già fatto discutere, trovando la contrarietà di gran parte dell'opposizione. La decisione di organizzare "le elezioni parlamentari nonostante la grave polarizzazione sociale e l'erosione dell'autorità statale è una ricetta per il disastro", ha scritto su Twitter Mohamed ElBaradei, a capo del Fronte di salvezza nazionale, uno dei principali gruppi di opposizione in Egitto. L'opposizione accusa il presidente e i Fratelli musulmani, gruppo a cui Morsi è legato, di monopolizzare il potere e di aver fatto marcia indietro sulle promesse fatte in campagna elettorale di voler creare un governo inclusivo di tutte le parti della società e introdurre riforme di vasta portata. I sostenitori di Morsi sostengono invece che il nuovo governo non possa trovare una soluzione nel giro di poco tempo agli anni di negligenza e cattiva amministrazione del regime di Hosni Mubarak, durato 29 anni.

Le tensioni tra le parti sono aumentate nel secondo anniversario della rivolta, lo scorso 25 gennaio, quando i disordini nelle strade sono durati giorni e hanno provocato la morte di 70 persone. E intanto oggi, migliaia di persone sono nuovamente scese in piazza per chiedere le dimissioni del presidente, mentre lo sciopero generale che sta bloccando Port Said è entrato nel suo sesto giorno consecutivo.

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