Egitto, lacrimogeni contro manifestanti al Cairo e a Tanta

Il Cairo (Egitto), 30 ago. (LaPresse/AP) - Diverse migliaia di persone sono scese in strada al Cairo e in altre città egiziane per protestare contro il colpo di Stato del 3 luglio e contro le repressioni da parte delle forze di sicurezza. Circa 150 persone hanno manifestato pacificamente dopo le tradizionali preghiere del venerdì davanti a una moschea vicino alla piazza Sfinge al Cairo, dove i Fratelli musulmani avevano invitato i propri sostenitori a manifestare e ad allestire un nuovo sit-in. Le forze di sicurezza hanno sparato due candelotti di gas lacrimogeni alla folla. Inoltre gas lacrimogeni sono stati usati contro circa tremila dimostranti nella città di Tanta.

In una delle marce più grandi circa cinquemila persone hanno inneggiato slogan contro il ministro della Difesa, generale Abdel-Fatah el-Sissi. "Il popolo vuole la morte dell'assassino!", gridavano i manifestanti, che portavano cartelloni gialli con il disegno delle quattro dita, il simbolo delle proteste contro lo smantellamento del sit-in vicino alla moschea Rabaa el-Adawiyah. "Ditelo senza paura: El-Sissi deve andarsene", inneggiavano i dimostranti, aggiungendo "Il golpe è terrorismo". Non tutti i manifestanti sono membri della Fratellanza e alcuni hanno spiegato di essere scesi in strada per chiedere giustizia per i familiari uccisi nelle scorse settimane dalle forze di sicurezza.

Mio cugino, ha raccontato il 27enne Sherif Osama, è stato ucciso durante il raid al sit di Rabaa el-Adawiyah "da un proiettile nella schiena, uscito fuori davanti. Nell'obitorio hanno scritto sul certificato di morte che si era suicidato". Secondo Osama, dietro il golpe ci sono ufficiali dell'ex regime di Hosni Mubarak che vogliono ritornare al potere. Prima dell'inizio delle manifestazioni le strade del Cairo erano per lo più vuote e le forze di sicurezza avevano bloccato le strade principali con filo spinato, carri armati e veicoli corazzati, soprattutto intorno alla piazza Sfinge, dove dovevano radunarsi i sostenitori della Fratellanza.

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