Egitto, inaugurata prima sessione del nuovo Parlamento eletto

Il Cairo (Egitto), 23 gen. (LaPresse/AP) - L'Assemblea del popolo egiziana, Camera bassa del Parlamento eletta nel primo voto libero dalla caduta del presidente Hosni Mubarak, ha tenuto oggi la sua sessione inaugurale. L'Assemblea, composta da 498 deputati e dominata da rappresentanti islamici, dovrebbe eleggere oggi il presidente e due vice. Il presidente dovrebbe essere scelto tra le fila di Libertà e Giustizia, gruppo politico legato ai Fratelli musulmani, che ha ottenuto il 47% dei seggi. La seconda forza politica tra i banchi dell'Assemblea è il partito ultraconservatore salafita Al-Nour, che ha ottenuto il 25% dei seggi. Il Blocco egiziano liberale, guidato da Naguib Sawiris, si è assicurato il 9% dei seggi, così come un altro partito liberale, Wafd.

La sessione odierna è presieduta dal deputato più anziano, Mahmoud el-Saqqah, che iniziato chiedendo ai parlamentari di rispettare un minuto di silenzio in memoria di centinaia di manifestanti uccisi durante le proteste. Qualche momento di tensione si è avuto quando alcuni deputati hanno improvvisato aggiunte al testo del giuramento che stavano prestando a turno, provocando così le ire el-Saqqah. Il giuramento termina con la promessa di rispettare la costituzione e la legge, ma un deputato islamico ha aggiunto le parole "la legge di Dio". Due parlamentari favorevoli alle riforme, invece, hanno promesso di "continuare la rivoluzione" e di "essere fedeli ai suoi martiri". Nell'area oggi è stato predisposto un forte dispiegamento di forze di sicurezza. Il Parlamento si trova a poca distanza da piazza Tahrir.

Il principale compito della Camera sarà eleggere i cento membri dell'assemblea che dovrà redigere la nuova Costituzione, da sottoporre poi a voto popolare. Tenute in diverse settimane a partire dal 28 novembre scorso, le elezioni parlamentari sono state le più libere nella storia dell'Egitto. Il voto per la Camera alta del Parlamento, conosciuto come Consiglio della Shura, inizierà invece alla fine di gennaio. Le elezioni presidenziali sono state programmate per la fine di giugno.

In questi mesi, mentre sono andate avanti le operazioni di voto, nel Paese non si sono fermate le violenze, con nuovi scontri tra manifestanti e giunta militare al governo. Intanto, è proseguito anche il processo all'ex presidente Mubarak, per cui è stata chiesta la pena di morte. L'ex raìs è accusato, assieme al suo ex capo della sicurezza e a quattro comandanti di polizia, di complicità nell'uccisione dei manifestanti durante la rivolta di 18 giorni che l'11 febbraio dello scorso anno portò alla sua caduta. Ieri, il suo avvocato difensore Farid el-Deeb ha chiuso l'arringa durata cinque udienze chiedendo che Mubarak venga assolto dalle accuse penali perché tecnicamente è ancora presidente dell'Egitto.

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