Egitto, fermate e poi rilasciate troupe Mediaset e Rai: Trattati bene

Roma, 17 ago. (LaPresse) - Si è conclusa bene dopo alcune ore di apprensione la vicenda dei quattro giornalisti italiani fermati oggi dall'esercito al Cairo nella zona di piazza Ramses. Si tratta della reporter di Mediaset Gabriella Simoni e del suo operatore Arturo Scotti, oltre che della giornalista del Gr Rai Maria Gianniti e del tecnico Sergio Ciani. Gli inviati di Mediaset e quelli della Rai sono stati fermati separatamente, ma si sono incontrati poi nella caserma dove i militari li hanno portati per effettuare dei controlli.

POMERIGGIO DI APPRENSIONE. Nel primo pomeriggio Mediaset ha fatto sapere di avere perso i contatti con l'inviata di Studio aperto e Tg4 dopo che stamattina aveva inviato un messaggio in cui avvisava che era stata aggredita ed era in difficoltà. La Farnesina ha seguito il caso. Intorno alle 17 le prime rassicurazioni: "Gabri sta bene, l'abbiamo contattata", ha scritto su Facebook la giornalista Elena Guarnieri. Infine, circa un'ora dopo, la chiamata di Gabriella Simoni alla redazione: "Tutto bene, mi stanno liberando. Vi richiamo appena posso".

GIORNALISTA MEDIASET AGGREDITA PERCHE' AVEVA TELECAMERA. Intervistata nell'edizione di Studio aperto delle 18.15 la giornalista di Mediaset ha raccontato personalmente quanto le è accaduto, spiegando di essere stata aggredita da un gruppo di anti Morsi. C'è stata una "aggressione nei miei confronti, ma in particolare perché avevamo una telecamera, e in quel momento coloro che avevano visto le loro case bruciare tutta la notte per questi scontri con i Fratelli musulmani, quelli chiamiamoli anti Morsi che sono a favore dell'esercito, erano arrabbiatissimi e in particolare lo sono con al-Jazeera, quindi qualunque persona cominci a gridare al-Jazeera scatena un inferno", ha raccontato Gabriella Simoni. "Questo è successo, fortunatamente avevamo un traduttore che è di quella zona ed è riuscito a portarci in salvo e poi è intervenuto l'esercito", ha proseguito.

IL FERMO DELL'ESERCITO, REPORTER BENDATI MA POI TRATTATI BENE. A proposito del momento in cui è stata fermata dai militari, la Simoni racconta di essere stata bendata e messa su una macchina. Anche Maria Gianniti della Rai ha confermato di essere stata bendata, ma ha spiegato che "la benda è stata utilizzata solo nella fase del trasferimento", perché "non volevano farci sapere dove ci stavano portando", e ha sottolineato sottolinea che arrivati in caserma sono stati trattati "benissimo". Parlando al microfono dell'inviata Rai Lucia Goracci, Gianniti ha raccontato che una volta arrivati a destinazione "abbiamo trovato Gabriella Simoni, il suo operatore e l'interprete", con i quali hanno trascorso le successive quattro ore. Per la giornalista di Mediaset "è stato tutto più complicato, perché ha subìto un'aggressione, ma è stata portata in salvo dalle persone che si trovavano lì e che a loro volta l'hanno consegnata ai militari. Tutta questa operazione è stata di fatto un'operazione per garantire la nostra sicurezza e per controllare il lavoro che stavamo facendo".

Per i giornalisti Rai il fermo è stato diverso. "È stato tutto improvviso a Piazza Ramses: alcune persone della zona, preoccupate per quanto stava accadendo, ci hanno invitati a stare accanto ai militari e così abbiamo fatto", ha raccontato Maria Gianniti. "Per un'ora e mezza siamo stati accanto a un carro armato mentre stavano sparando, non lontano dalla moschea, proprio mentre era in atto un tentativo di sgombero. I militari si sono occupati della nostra sicurezza, volevano essere certi che rimanessimo in una zona in cui non rischiavamo nulla", ha proseguito. "Poi è arrivato un officiale che ci ha chiesto i passaporti e ci hanno portati in caserma, in un luogo che non siamo riusciti a identificare anche perché ci hanno messo una benda sugli occhi", ha detto, aggiungendo che una volta arrivati sono solo stati fatti dei controlli e delle domande. A complicare la situazione però, ha spiegato ancora la collega, "è stato un problema di permessi: noi da quando siamo arrivati non siamo riusciti a farci l'accredito governativo, perché l'ufficio al momento è chiuso, visti gli eventi. Ci hanno contestato questa cosa, ma noi abbiamo spiegato la situazione quindi ci hanno chiesto di risolvere questo piccolo problema burocratico, che faremo presto".

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