Egitto, esercito spara in proteste pro-Morsi al Cairo: almeno 65 morti

Il Cairo (Egitto), 27 lug. (LaPresse/AP) - E' di 65 morti secondo il ministero della Salute egiziano, e di 66 morti e altri 61 "clinicamente morti" secondo i Fratelli musulmani, il bilancio degli scontri nella notte al Cairo, in Egitto, tra i sostenitori dell'ex presidente Mohammed Morsi e le forze di sicurezza. A dare inizialmente notizia di 38 vittime il medico Yehia Mikkia, impegnato negli ospedali da campo allestiti nella capitale. Centinaia i feriti trasportati negli ospedali fuori dal sit-in dove i sostenitori di Morsi sono accampati da tre settimane, ha detto ancora.

Gli scontri sono iniziati nella notte, dopo che la polizia ha sparato gas lacrimogeni per disperdere le centinaia di sostenitori di Morsi che hanno tentato di estendere il sit-in vicino alla moschea Rabaah al-Adawiyah nella parte orientale del Cairo. Ore prima, milioni di persone erano scese in strada in risposta all'appello del capo dell'esercito, generale Abdel-Fattah el-Sissi, che aveva chiesto massicce manifestazioni che gli dessero mandato di fermare il potenziale terrorismo" dei sostenitori di Morsi. L'esercito ha destituito Morsi dalla presidenza il 3 luglio e da allora gli islamisti protestano continuamente contro i militari e per chiedere che gli sia restituito l'incarico. Intanto, l'ex presidente resta in custodia in una località segreta.

L'esercito ha dichiarato che contro i manifestanti del Cairo non ha sparato proiettili, ma soltanto gas lacrimogeni. Un ufficiale non identificato, citato dall'agenzia Mena, ha detto che i militari hanno tentato di evitare che i dimostranti si scontrassero con gli abitanti della zona a est del Cairo e che otto agenti sono rimasti feriti, inclusi alcuni da cartucce a pallini. Tuttavia, il medico Mikkia ha dichiarato che la maggior parte dei sostenitori di Morsi rimasti feriti nelle proteste è stata colpita da proiettili nella parte superiore del corpo. L'emittente Al-Jazeera Mubashir Misr TV ha mostrato le immagini dei corpi di 12 uomini avvolti in abiti bianchi, che giacevano in una pozza di sangue sul pavimento di un ospedale da campo.

Le proteste sono proseguite anche questa mattina, ma hanno avuto intensità minore rispetto alla notte. Secondo quanto riporta l'agenzia Mena, i sostenitori del presidente Morsi hanno lanciato pietre e bombe incendiarie contro i militari, che hanno risposto con gas lacrimogeni e allestendo barriere di filo spinato lungo le strade.

Condanne sono arrivate da più parti. Tra loro l'Alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell'Unione europea, Catherine Ashton, e il segretario agli Esteri britannico, William Hague. Entrambi hanno chiesto al governo ad interim di rispettare il diritto di manifestare, evitando le azioni violente e l'uso della forza. Anche la ministra Emma Bonino ha condannato le violenze, invitando le forze politiche al confronto: "Esprimo la mia più ferma condanna dei responsabili dell'escalation di violenza in Egitto. Le notizie delle decine di vittime che provengono dall'Egitto confermano, se ce n'era ancora bisogno, l'estrema urgenza di avviare subito un serio confronto tra tutte le forze politiche egiziane per la riconciliazione nazionale".

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