Egitto, condannati giornalisti al-Jazeera Premier Australia: Intervenga el-Sissi

Il Cairo (Egitto), 23 giu. (LaPresse/AP) - In Egitto un tribunale ha condannato i 3 giornalisti di Al-Jazeera Peter Greste, Mohammed Fahmy e Baher Mohammed a 7 anni di prigione ciascuno. I tre giornalisti di al-Jazeera English sono stati condannati per accuse legate a terrorismo. Il corrispondente australiano Peter Greste, il canadese-egiziano Mohammed Fahmy e l'egiziano Baher Mohammed erano stati arrestati lo scorso 29 dicembre. Baher Mohammed è stato condannato ad altri tre anni supplementari di carcere per accuse separate.

"LA PAGHERANNO". "Giuro che pagheranno per questo", ha urlato Fahmy dalla gabbia degli imputati, dopo l'annuncio delle sentenze. "Hanno appena rovinato una famiglia", ha commentato Adel, fratello di Fahmy, che era presente all'udienza. Adel ha detto che verrà presentato appello contro il verdetto, ma ha aggiunto di avere poca fede nel sistema. "E' tutto corrotto", ha spiegato.

DIECI ANNI AD ALTRI DUE GIORNALISTI IN CONTUMACIA. Il giudice ha anche condannato a 10 anni di carcere due giornalisti britannici e un reporter olandese che sono stati processati in contumacia. Due imputati tra i 14 nel processo sono stati assolti, incluso il figlio di Mohammed el-Beltagy, noto esponente dei Fratelli Musulmani. Greste, Fahmy e Mohammed sono stati accusati di aver sostenuto i Fratelli musulmani, che secondo le autorità sono un'organizzazione terroristica. I tre giornalisti di al-Jazeera English sono anche stati accusati di fabbricare filmati per danneggiare la sicurezza nazionale dell'Egitto, e far credere che nel Paese era in corso una guerra civile. I reporter e i loro sostenitori hanno affermato che stavano semplicemente svolgendo il loro lavoro di giornalisti, occupandosi delle proteste guidate dai Fratelli musulmani contro il governo dopo la deposizione dell'ex presidente Mohammed Morsi.

ABBOTT CHIAMA EL-SISSI. Sulla questione il primo ministro australiano Tony Abbott ha già chiamato el-Sissi per chiedergli un suo intervento. "Ho sottolineato - ha spiegato - che come giornalista australiano, Peter Greste non sostiene i Fratelli musulmani, semplicemente stava riportando notizie sui Fratelli musulmani. Quello che ho sottolineato è che alla lunga, media liberi e forti sono un bene per la democrazia, per la sicurezza e la stabilità".

MINISTRO ESTERI: "SIAMO SCIOCCATI". "Siamo tutti scioccati da questo verdetto", ha commentato la ministra degli Esteri australiana Julie Bishop, annunciato che il suo esecutivo contatterà il neo eletto presidente egiziano Abdel-Fattah el-Sissi e gli chiederà di intervenire in questo caso. "Il governo australiano chiede al nuovo esecutivo egiziano di riflettere sul messaggio che viene inviato al mondo", ha spiegato. "Siamo profondamente preoccupati - ha aggiunto - che questo verdetto sia parte di un tentativo più ampio di mettere la museruola ai media".

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