Egitto, centinaia di migliaia in piazza: scontri tra oppositori e sostenitori Morsi

Il Cairo (Egitto), 30 giu. (LaPresse/AP) - Centinaia di migliaia di egiziani si sono raccolti a piazza Tahrir al Cairo fin dalle prime ore del mattino per chiedere le dimissioni del presidente egiziano Mohammed Morsi. La proteste sono state indette in tutto l'Egitto dall'opposizione, in occasione del primo anniversario dell'insediamento del presidente vicino ai Fratelli musulmani, che cade proprio oggi. Moltissimi però anche i sostenitori di Morsi che hanno manifestato, promettendo di difendere il mandato del capo di Stato.

ATTACCATE SEDI FRATELLI MUSULMANI. Scontri si sono registrati a Bani Suef, a sud della capitale, dove i manifestanti hanno attaccato due uffici del Partito libertà e giustizia, legato ai Fratelli musulmani. Al Cairo, invece, un gruppo di decine di dimostranti ha attaccato il quartier generale dei Fratelli musulmani, tirando pietre e bombe carta contro l'ediificio. Le persone all'interno hanno risposto sparando con fucili a pallini, secondo quanto riporta un cameraman di Associated Press sul posto. Grandi manifestazioni si sono tenute anche ad Alessandria, e sulle città del delta del Nilo, Mansura, Tanta e Damanhour. Secondo quanto riferisce l'emittente al-Arabiya, citando fonti della sicurezza, negli scontri di oggi due persone sono morte e almeno 253 sono rimaste ferite. Negli scontri delle ultime settimane, almeno sette persone tra cui un giovane statunitense, hanno perso la vita, proprio nelle città sul delta del Nilo e Alessandria.

IN PIAZZA ANCHE SOSTENITORI MORSI. Oltre a piazza Tahrir, al Cairo le proteste dell'opposizione sono concentrate nella zona del palazzo presidenziale, nel quartiere di Heliopolis. Mentre i sostenitori di Morsi si sono riversati soprattutto nei pressi della moschea Rabia al-Adawiya Mosque, per poi marciare verso il palazzo presidenziale. Alcuni indossavano giubbotti antiproiettile ed elmetti da operai e portavano con sé scudi e mazze, sostenendo che si trattasse di precauzioni per difendersi da eventuali violenze. Ieri il gruppo giovanile Tamarod, che guida la campagna contro Morsi, ha annunciato di avere raccolto 22 milioni di firme a sostegno della richiesta di dimissioni del presidente egiziano. Ma i sostenitori di Morsi mettono in dubbio da tempo l'autenticità delle firme raccolte.

PRESIDENTE: NON MI DIMETTO. Intanto questa mattina in un'intervista al Guardian, lo stesso Morsi ha fatto sapere di non aver alcuna intenzione di lasciare l'incarico. "Se cambiassimo qualcuno che è al potere in virtù della legittimità costituzionale, bene, anche in quel caso ci sarebbero persone che si opporrebbero al nuovo presidente e una settimana o un mese dopo gli chiederebbero di nuovo di dimettersi", ha detto Morsi al quotidiano britannico. "Non c'è spazio per alcun colloqui contro questa legittimità costituzionale", ha aggiunto.

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