Ecuador, Correa rieletto presidente: dedica vittoria a Chavez

Quito (Ecuador), 18 feb. (LaPresse/AP) - Senza neanche dover aspettare la fine dei conteggi, Rafael Correa ha celebrato nella notte la rielezione elettorale, con un inconfutabile vantaggio su tutti gli avversari. Con oltre metà delle schede scrutinate, il capo di Stato uscente è infatti ora al 56,9% delle preferenze, mentre il migliore degli sfidanti, il banchiere Guillermo Lasso, non è andato oltre il 23,8%. Al terzo posto, l'ex capo di Stato Lucio Gutierrez, con appena il 6%. Il resto dei voti si è diviso tra gli altri cinque candidati. Lasso ha riconosciuto la sconfitta.

LA DEDICA A CHAVEZ. In conferenza stampa, dopo la certezza della vittoria, Correa ha voluto dedicare la vittoria all'amico e alleato Hugo Chavez, ancora ricoverato a Cuba a oltre due mesi dall'intervento chirurgico a cui è stato sottoposto per un cancro. "Voglio dedicare la vittoria - ha affermato Correa - al grande leader cha ha cambiato il Venezuela, il comandante Hugo Chavez Frias". Ma i primi festeggiamenti sono avvenuti in piazza e il presidente rieletto, affacciandosi dal balcone del palazzo Carondelet poco dopo la chiusura delle urne si è rivolto direttamente al popolo. "In questa rivoluzione sono in carica i cittadini, non il capitale", ha affermato ringraziando i cittadini "per la fiducia". "Siamo solo qui per servirvi. Niente è per noi, tutto è per voi", ha quindi aggiunto.

ATTENZIONE ALLE CLASSI PIU' POVERE. Laureato alla University of Illinois-Champaign, Correa ha concentrato la sua campagna elettorale sull'incremento del gettito fiscale e sui servizi sociali. Il principale sfidante Lasso ha invece promesso aperture agli investimenti stranieri, un taglio delle tasse sulle aziende che creano lavoro e una riduzione di quello che Correa ha definito il "socialismo del XXI secolo", come per esempio la tassa del 5% sui capitali spostati dal Paese. Nel corso della sua presidenza, Correa si è fatto amare dalle classi più povere accrescendo l'accesso all'educazione e ai servizi sanitari, costruendo 7.820 chilometri di autostrade e creando quasi 100mila nuovi posti di lavoro negli ultimi quattro anni. Il tutto grazie anche all'aumento del prezzo del petrolio, di cui l'Ecuador è grande esportatore. Secondo dati delle Nazioni unite, dal 2007, quando diventò presidente, la povertà del Paese sudamericano è scesa di quasi il 5%, al 32,4%. In tutto, attualmente, 1,9 milioni di persone ricevono 50 dollari al mese di aiuti dallo Stato.

I MEDIA E IL CASO ASSANGE. Come l'alleato Hugo Chavez, anche se in maniera inferiore, Correa è stato criticato negli anni passati per una serie di provvedimenti considerati restrittivi nei confronti dei media nazionali, ma anche di aver agito per sottrarre influenza alla Chiesa cattolica. Tra le vicende che lo hanno portato invece agli onori delle cronache anche in Europa, quella riguardante il fondatore di WikiLeaks Julian Assange, a cui l'ambasciata di Quito a Londra ha accettato di offrire asilo diplomatico, per evitare la sua estradizione in Svezia. Una decisione che è costata al capo di Stato sudamericano non poche critiche dal Regno Unito e dagli Stati Uniti. Il presidente, inoltre, ha mantenuto in questi anni stretti rapporti con Iran e Cina, anche a livello economico. Pechino è il maggior acquirente del petrolio dell'Ecuador e detiene 3,4 miliardi di dollari di debito del Paese sudamericano.

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