Ecuador chiude internet ad Assange: Ingerenze in voto Usa
La decisione dopo la fuga di notizie su Hillary Clinton targata WikiLeaks

Il governo dell'Ecuador ha ristretto temporaneamente l'accesso a internet nella sua ambasciata di Londra, dove è rifugiato il fondatore di Wikileaks Julian Assange, per timore che possa interferire nella campagna elettorale delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti, in programma l'8 novembre. In particolare dopo la fuga di notizie su Hillary Clinton targata Wikileaks. Lo ha confermato il ministero degli Affari esteri dell'Ecuador, specificando che il governo "rispetta il principio di non intervento negli affari degli altri Paesi, non si inserisce nei processi elettorali in corso né appoggia un particolare candidato".

Proprio lunedì scorso Wikileaks aveva denunciato che ad Assange era stata "deliberatamente interrotta" la connessione a internet. Inoltre, l'organizzazione su Twitter aveva rivelato che il segretario di Stato Usa, John Kerry, chiese al governo dell'Ecuador di evitare che Assange divulgasse informazioni della candidata democratica in occasione dei negoziati di pace tra il governo colombiano e le Farc. L'Ecuador spiega nel comunicato che nel 2012 concesse l'asilo politico ad Assange "sulla base dei suoi legittimi timori di una persecuzione politica, dovuta alla sua attività legata a Wikileaks".

Nella nota si legge che nelle ultime settimane "Wikileaks ha pubblicato una gran quantità di documenti con un risvolto sulla campagna elettorale degli Stati Uniti" e che "la decisione di rendere pubbliche queste informazioni è stata esclusiva responsabilità di Wikileaks". E per questo, l'Ecuador "esercitando il proprio diritto sovrano, ha ristretto temporaneamente l'accesso al suo sistema di comunicazione nella sua ambasciata londinese". Tuttavia, "in base alla sua tradizione di difesa dei diritti umani, specialmente con le persone vittime di persecuzione politica", il governo di Quito fa sapere di riconfermare "l'asilo ad Assange e ribadisce la sua intenzione di salvaguardare la sua vita e la sua integrità fisica".

 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata