È morto l'oligarca russo anti-Putin Boris Berezovsky, ipotesi suicidio

Londra (Regno Unito), 23 mar. (LaPresse) - L'ex oligarca russo Boris Berezovsky è stato trovato morto nella sua casa nel Surrey, nel Regno Unito. La notizia è stata diffusa da diversi media britannici e russi. Secondo la Bbc, le circostanze della morte non sono note. La tv Russia Today, invece, parla di suicidio citando il noto avvocato Aleksandr Dobrovinksy, a capo dello studio legale di Mosca Alexander Dobrovinsky & Partners. "Ho appena ricevuto una telefonata da Londra. Boris Berezovsky si è suicidato", afferma Dobrovinksy secondo quanto riferisce l'emittente. Il genero di Berezovsky, Yegor Shuppe, ha dato la notizia della morte sul suo profilo Facebook, senza precisare però le circostanze. Schuppe spiega che Berezovsky era depresso e spesso sceglieva di rimanere a casa piuttosto che uscire e mantenere contatti con amici e conoscenti.

Berezovsky, 67 anni, in passato legato al Cremlino, era caduto in declino dopo che Vladimir Putin era diventato presidente della Russia. Alla fine del 2000 si era rifugiato nel Regno Unito. Lo scorso agosto aveva perso la sua battaglia legale presso l'Alta corte di Londra contro Roman Abramovich, proprietario del Chelsea Football Club. Berezovsky accusava l'ex socio in affari Abramovich di aver tradito la sua fiducia e di aver compiuto intimidazioni contro di lui per fargli vendere la sua quota della compagnia petrolifera russa Sibneft a un prezzo molto al di sotto del valore reale. Per questo il magnate russo aveva chiesto oltre 3 miliardi di sterline di risarcimento. La Corte aveva respinto la richiesta, definendo Berezovsky un testimone non affidabile.

Berezovsky aveva fatto fortuna in Russia negli anni '90. Negli ultimi anni della presidenza di Boris Yeltsin, giocò un forte ruolo politico ricoprendo il ruolo di vice segretario del Consiglio di sicurezza della federazione russa, organo consultivo del presidente della Russia. Ebbe un ruolo anche nell'ascesa alla presidenza di Vladimir Putin, con il quale entrò però poi in rotta di collisione. Dopo la rottura con Putin lasciò la Russia e nel 2000 andò in esilio nel Regno Unito.

Il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, parlando all'emittente Rossiya 24 ha raccontato che recentemente Berezovsky aveva scritto una lettera a Vladimir Putin nella quale "ammetteva di avere fatto molti errori e chiedeva perdono e aiuto per tornare in madrepatria". Secondo la tv Russia Today, la polizia russa non è ancora stata informata ufficialmente della morte di Berezovsky.

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