Domani la Grecia torna alle urne tra disillusione e scoramento

Atene (Grecia), 19 set. (LaPresse/EFE) - Giornata di attesa e riflessione oggi in Grecia, in vista delle elezioni anticipate di domani e dopo una campagna durata appena tre settimane. La sensazione che si respira nelle strade, tra gli elettori, è di delusione e scoramento. Un clima che per nulla somiglia a quello che la Grecia ha sperimentato appena otto mesi fa, quando il partito di sinistra Syrizia ha ottenuto la maggioranza assoluta e il suo leader Alexis Tsipras è stato acclamato come una star. Fuori dalle sedi dei partiti, la sensazione diffusa è decisamente lontana dall'entusiasmo. Piuttosto, l'impressione è che la spinta all'astensionismo abbia preso piede con forza tra i greci.

Secondo i sondaggi, Syriza e i conservatori di Nuova democrazia si affrontano in un testa a testa. Anche se gli ultimi, pubblicati ieri, pronosticano che il partito di Tsipras avrà la meglio con un vantaggio che oscilla tra mezzo e tre punti percentuali. E vedono una serie di importanti incognite in questo voto, come l'alto numero di indecisi e astenuti. La maggioranza degli istituti stima la percentuale di indecisi tra il 10% e il 15%, delle astensioni e di quanti potrebbero annullare il voto o lasciare scheda bianca al 10%. In Grecia votare è obbligatorio, con eccezioni particolari, ma chi viola la legge non viene praticamente mai sanzionato.

A chi storce il naso all'idea di votare e agli indecisi si è rivolto in particolare l'ex premier Tsipras, nella parte finale della sua campagna. Questo perché è consapevole che l'indecisione nuoce più a Syriza che a Nuova democrazia, che ha radici più salde tra gli elettori. Nell'ultimo comizio in piazza Syntagma di Atene ha fatto appello perché i cittadini vadano alle urne, dicendo che "è necessario che non si perda neppure un voto". "Non vogliamo che vinca l'astensionismo, perché esso non è una decisione contro il sistema, ma è quello che Nuova democrazia vuole", ha affermato, aggiungendo che "ogni voto che si perde per Syriza è un voto di fiducia verso la corruzione".

Molti di quanti a gennaio hanno votato per Syriza si sentono defraudati e traditi. Non solo perché Tsipras non ha compiuto quanto aveva promesso, cioé mettere fine alle politiche di austerità, ma perché ai loro occhi è diventato "uguale a tutti gli altri". "Dopo tante bugie, come faccio a votarlo?", si chiede Lina, giovane avvocatessa che spiega che né lei, né la sorella e il marito pensano di votare l'ex premier, dopo averlo fatto a gennaio. "Nulla sorride nella Grecia di oggi. A gennaio la speranza era scritta sui volti di tutti", racconta.

Tsipras aveva promesso di mettere fine ai programmi di salvataggio e ha firmato il terzo memorandum. Aveva promesso di alzare i salari, invece la disoccupazione è aumentata. Aveva promesso di far crescere l'economia, ma il Paese è scivolato di nuovo verso la recessione. A incolpare Tsipras dei nuovi problemi è il leader di Nuova democrazia, Vangelis Meimarakis, la vera sorpresa della campagna elettorale.

Nominato presidente del partito ad interim solo a luglio, quando l'ex primo ministro Antonis Samaras ha lasciato l'incarico, Meimarakis si è trasformato da soluzione provvisoria a leader più popolare. Il fatto che sia più benvoluto di Tsipras, però, non significa che i cittadini abbiano riacquistato fiducia nel suo partito. Per molti, infatti, i conservatori rappresentano i mali del passato: la corruzione, il nepotismo, lo spreco. Meimarakis non voleva queste elezioni, non solo perché il partito non ha avuto tempo di riordinarsi internamente come era sua priorità, ma perché se dovesse vincere erediterebbe una Grecia che nei prossimi mesi dovrà realizzare più di 60 condizioni imposte dai creditori internazionali in cambio del salvataggio. Molte delle quali sono misure estremamente impopolari.

Il leader di Nuova democrazia ha promesso che, accada quel che accada, cercherà una responsabilità condivisa e formerà un governo con il maggior numero possibile di partiti filoeuropei, soprattutto con Syriza. Quelli di Syriza "hanno negoziato (il terzo salvataggio, ndr) e conoscono meglio di noi gli impegni che hanno preso", ha affermato Meimarakis in una intervista a Efe pochi giorni prima del voto.

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