Il negozio di Dolce&Gabbana a Pechino
Dopo gli insulti razzisti, Dolce&Gabbana cancellati dai siti di e-commerce cinesi

Le più importanti pagine di vendita online fanno sparire gli abiti degli stilisti italiani. L'attacco per le frasi "razziste e sessiste"

Dolce & Gabbana è stato eliminato dall'e-commerce cinese in seguito alla bufera scatenata dopo le accuse di razzismo. A darne notizia è il sito di South China Morning Post secondo il quale, questa mattina, ricercando la casa di moda su Tmall, portale di vendita al dettaglio online gestito da Alibaba, i risultati sono inesistenti. Anche il gigante del retail online JD.com ha rimosso gli articoli D & G, così come la piattaforma di lusso Secco e Xiaohongshu, nota anche come Red.

Dolce e Gabbana contestati in Cina per uno spot razzista: il video 'incriminato'

Un portavoce di Xiaohongshu ha spiegato: "Gli interessi della nostra patria non possono essere violati. Tutte le collaborazioni sono basate sul rispetto reciproco. Accogliamo con favore i marchi internazionali, ma se operano in Cina dovrebbero rispettarla". Il caso è scoppiato negli ultimi giorni, quando, a causa di alcuni spot in cui una ragazza cinese mangia pizza e spaghetti con le bacchette, i due stilisti italiani, travolti dalle polemiche, sono stati costretti a cancellare la grande sfilata che si sarebbe dovuta tenere oggi a Shanghai. Sulla pagina Facebook di Gabbana erano poi apparsi insulti ai cinesi che sono stati rimossi spiegando che sia le pagine social dell'azienda che quella personale di Gabbana erano state hackerate. Altri post successivi  chiedevano scusa al popolo cinese e ribadivano la volontà di dar vita alla sfilata appena possibile. Adesso l'ulteriore "punizione" con la cancellazione dai siti di "e-commerce"

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