Diplomatica Usa insulta l'Ue in audio rubato Washington: Russia responsabile

Washington (Usa), 6 feb. (LaPresse/AP) - Imbarazzo degli Stati Uniti per un audio che è divenuto di dominio pubblico in queste ore. Il file, pubblicato su YouTube, sembra contenere la registrazione di una telefonata fra la vice segretario di Stato americano, Victoria Nuland, e l'ambasciatore Usa in Ucraina, Geoffrey Pyatt. E a un certo punto Nuland, esprimendo la sua frustrazione per gli sforzi internazionali per risolvere la crisi politica in Ucraina, afferma 'F--- the EU', cioè 'Vaff------ all'Ue'. E Washington punta il dito contro la Russia, ritenuto il principale sospettato per l'audio rubato.

L'AUDIO DELLA TELEFONATA SU YOUTUBE. Il video affianca all'audio le immagini di Nuland e Pyatt. E' stato caricato su YouTube due giorni fa, il 4 febbraio, riporta il titolo 'Marionette di Maidan' in russo ed è sottotitolato in russo. Maidan è il nome della principale piazza di Kiev diventata centro delle proteste dell'opposizione. Il file però (che si può ascoltare per intero al link http://www.youtube.com/watch?v=MSxaa-67yGM) è divenuto di dominio pubblico solo oggi, giorno in cui Nuland è arrivata a Kiev per una visita di due giorni, e ha incontrato separatamente il presidente ucraino Viktor Yanukovych e i leader dell'opposizione.

LE SCUSE DI NULAND ALL'UE. Un funzionario del dipartimento di Stato americano, che ha parlato a condizione di mantenere l'anonimato, fa sapere che l'audio con l'insulto all'Ue sembra essere la registrazione autentica di una telefonata avvenuta la scorsa settimana. Anche la portavoce del dipartimento di Stato americano, Jen Psaki, non smentisce l'autenticità del file: "Non ho detto che (l'audio ndr.) non è autentico", ha detto incalzata dalle domande dei giornalisti. E a ulteriore conferma ha aggiunto che Victoria Nuland "è stata in contatto con gli omologhi dell'Unione europea e naturalmente si è scusata per questi commenti che sono stati riportati".

DA USA SOSPETTI SULLA RUSSIA. E dagli Stati Uniti si cominciano ad avanzare ipotesi su chi abbia registrato e poi diffuso il contenuto della conversazione fra i due diplomatici. Fonti ufficiali Usa fanno sapere che sospettano che dietro l'audio filtrato in rete ci sia la Russia o comunque una fonte filo-russa. A questo proposito sottolineano che fra i primi a commentare su Twitter l'audio ci sia proprio un assistente del vice premier russo Dmitry Rogozin, Dmitry Loskutov, il cui tweet è stato pubblicato oggi circa sette ore prima che l'esistenza del video divenisse di dominio pubblico. Anche la portavoce del dipartimento di Stato americano ha fatto riferimento a questa ipotesi: se i russi sono stati responsabili di avere ascoltato, registrato e pubblicato una conversazione telefonica privata fra diplomatici, sarà "un nuovo punto basso delle tecniche russe di spionaggio", ha detto.

DA CASA BIANCA NO COMMENT SU CONTENUTI CONVERSAZIONE. Imbarazzo alla Casa Bianca, dove il portavoce Jay Carney ha fatto riferimento a quel tweet ma si è rifiutato di commentare sulla possibile fonte dell'audio. "Direi che, dal momento che il video è stato notato e twittato per primo dal governo russo, penso che dica qualcosa del ruolo della Russia", ha detto Carney parlando con i giornalisti. Lo stesso Carney si è però rifiutato di commentare nel merito del contenuto della conversazione, nel corso della quale Nuland e l'ambasciatore Pyatt esprimono anche le loro opinioni su diversi membri dell'opposizione ucraina.

LE INTERCETTAZIONI E LO SCANDALO NSA. La pratica di intercettare le telefonate di altri governi, anche alleati, è stata portata avanti negli scorsi anni dagli Stati Uniti, secondo quanto è emerso dalle rivelazioni della talpa del caso Nsa, Edward Snowden. Ex analista della National Security Agency (Nsa), Snowden ha sottratto alcuni documenti e li ha poi resi pubblici diffondendoli ad alcuni quotidiani, fra cui Washington Post, New York Times e The Guardian. Dai file è emerso che gli Usa hanno ascoltato anche le telefonate di alleati, come per esempio la cancelliera tedesca Angela Merkel. La cancelliera si è sentita oltraggiata e, nella replica, Washington ha risposto che si tratta di una pratica diffusa in tutto il mondo.

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