Dazi, finisce la tregua per l'Ue: ok a tariffe Usa su metalli. Juncker: "È protezionismo"
E il presidente della Commissione europea avverte che verranno difesi gli interessi dell'Unione

La tregua commerciale tra Stati Uniti e Europa è finita: alla mezzanotte di Washington scatteranno i dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio per Messico, Canada e Europa. I Paesi erano stati inizialmente esentati dalla misura voluta dal presidente Donald Trump, che prevede tariffe doganali del 25% sull'acciaio e del 10% sull'alluminio. Immediata la reazione del vecchio continente, con il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker che parla di "protezionismo puro e semplice" e minaccia contromisure. La cancelliera tedesca Angela Merkel fa sapere che l'Ue risponderà in modo "deciso e unito".

L'ufficialità della decisione arriva dal segretario al Commercio degli Stati Uniti, Wilbur Ross, che conferma le indiscrezioni della vigilia sul fallimento delle trattative degli ultimi due mesi. La misura era stata annunciata lo scorso marzo da Trump, che aveva parlato di motivi di sicurezza nazionale. Ma la Casa Bianca aveva poi deciso di estendere fino a domani il termine per l'applicazione delle tariffe, dando l'ok ad un'esenzione temporanea per alcuni Paesi. Nel frattempo si erano susseguiti diversi tentativi di negoziazione. L'ipotesi di una risoluzione era però sfumata con le parole di ieri di Ross, che aveva parlato di "chiacchiere" del multilateralismo.

L'Europa reagisce con una compatta levata di scudi. Quella di oggi è "una brutta giornata per il commercio mondiale", per la commissaria europea al Commercio, Cecilia Malmstroem. L'Ue ha "fatto di tutto per evitare questo risultato", continua la commissaria sottolineando che l'atteggiamento degli Usa "non è il modo in cui operano partner di vecchia data, amici e alleati". L'Unione europea risponderà "con tutti gli strumenti disponibili" per difendere i propri interessi, commenta il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani e Juncker annuncia il ricorso al Wto e contromisure. La "nostra risposta ad 'America First' non può che essere 'Europa unita", dichiara il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas. Da Parigi il presidente francese Emmanuel Macron parla di "una decisione illegale" e il sottosegretario agli Esteri, Jean-Baptiste Lamoyne, bolla le misure come "ingiustificate e ingiustificabili".

Dall'Italia arrivano le parole del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, per cui "a questo punto" l'Europa "dovrebbe difendere l'industria europea". E secondo il premier uscente, Paolo Gentiloni, la risposta europea sarà "unita e proporzionata". Bruxelles si prepara quindi a mettere in atto le misure già ventilate contro prodotti americani come motociclette, jeans e bourbon, con dazi per un valore di 3 miliardi di dollari. Ritorsioni che non spaventano Ross, che in un'intervista all'emittente americana Class parla di "poca cosa". I beni su cui l'Ue minaccia tariffe doganali "rappresentano una piccola frazione, dell'1%, della nostra economia da 18mila miliardi di dollari", spiega il segretario al Commercio statunitense.

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