Dal Canton Ticino freno a italiani: limitazioni per i frontalieri
Gentiloni commenta l'esito del referendum: "A rischio rapporti con l'Ue senza libera circolazione"

I cittadini del Canton Ticino, in Svizzera, hanno approvato in un referendum l'iniziativa popolare denominata 'Prima i nostri', con cui si chiedono maggiori restrizioni per i lavoratori stranieri. La consultazione, che era stata proposta dal partito di destra Udc, è passata con il 58% dei sì e il 39,7% dei no. L'iniziativa chiede che nel mondo del lavoro, a parità di qualifiche professionali, venga privilegiato chi vive sul territorio.

Il risultato non è piaciuto al governatore della Lombardia Roberto Maroni che su Facebook scrive: "Il Canton Ticino ha votato per bloccare l'ingresso a decine di migliaia di lavoratori lombardi (LAVORATORI, non immigrati clandestini) che ogni giorno attraversano il confine per lavorare (regolarmente) in Svizzera. L'esito del referendum è chiaro: il popolo sovrano si è espresso, viva la democrazia diretta. Accettiamo l'esito del referendum, naturalmente, ma vigileremo perché ciò non si traduca in una lesione dei diritti dei nostri concittadini lombardi o (peggio) nella introduzione di discriminazioni o violazioni delle norme che tutelano i nostri lavoratori. A partire da domani, dunque, la Regione Lombardia predisporrà le adeguate contromisure per difendere i diritti dei nostri concittadini LAVORATORI".

Il "referendum anti frontalieri" che si è tenuto nel Canton Ticino "non ha per ora effetti pratici, ma senza libera circolazione delle persone rapporti Svizzera-Ue a rischio", avverte il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni su Twitter.

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