Venezuela, generale appoggia Guaido: "Maduro ha due aerei sempre pronti per fuggire". Scontro tra piazze

Manifestazioni delle due fazioni nel 20esimo anniversario della rivoluzione bolivariana di Chavez: la tensione è massima

Sfida tra piazze in Venezuela, in un'occasione simbolica come il 20esimo anniversario della rivoluzione bolivariana di Hugo Chavez, la cui presidenza ebbe inizio il 2 febbraio del 1999. Migliaia di cittadini hanno partecipato sia alla manifestazione dell'opposizione, guidata dall'autoproclamato presidente Juan Guaido, che a quella dei sostenitori di Nicolas Maduro. Per i cortei la tensione è massima: una quarantina di persone sono state uccise e più di 850 persone arrestate secondo le Nazioni Unite dall'inizio delle mobilitazioni il 21 gennaio. Nel 2014 e nel 2017, due ondate di proteste hanno ucciso circa 200 persone.

Riconoscimenti e fazioni - Nel frattempo il generale Francisco Esteban Yanez Rodríguez, direttore della Pianificazione strategica dell'alto comando militare dell'Aviazione bolivariana, ha riconosciuto come presidente Guaido, disconoscendo Maduro. "Maduro ha due aerei pronti in ogni momento, che se ne vada!", ha detto Yanez Rodriguez, che ha lanciato anche un appello ai suoi "compagni di armi" perché "non reprimano più il popolo". Una presa di posizione duramente criticata dall'Aviazione militare, secondo cui "indegno è il militare che tradisce il giuramento di fedeltà e lealtà verso la patria di Bolivar e l'eredità del comandante Hugo Chavez e si inginocchia davanti alle pretese imperialiste".

Intanto, giovedì il Parlamento europeo ha votato il riconoscimento di Guaido e domani scade l'ultimatum dato da Spagna, Francia, Germania, Regno Unito, Portogallo, Paesi bassi a Nicolas Maduro perché convochi nuove elezioni, altrimenti riconosceranno Juan Guaido come presidente. Condizione respinta da Maduro, che accusa gli Stati Uniti di orchestrare un colpo di Stato e conta sul sostegno du Russia, Cina, Corea del Nord, Turchia e Cuba.

Con una mano tesa alla Cina, Juan Guaido ha assicurato al South China Morning Post che onorerebbe, una volta al potere, gli accordi raggiunti tra Pechino e il suo Paese e di voler iniziare "il più presto possibile" il dialogo con il Dragone.

Un Paese allo stremo - Il Venezuela, Paese con enormi risorse petrolifere, è affondato economicamente e i venezuelani soffrono di gravi carenze di cibo e medicinali, oltre che per un'inflazione a 10.000.000% nel 2019 secondo il Fondo monetario internazionale, che ha contribuito a far cadere la popolarità del leader socialista. Dal 2015, circa 2,3 milioni di venezuelani hanno lasciato il Paese. Maduro, che conta sul sostegno decisivo dell'esercito, nonostante si stiano registrando dichiarazioni in favore di Guaido, afferma che dall'arrivo del suo mentore Hugo Chavez, morto nel 2013, la rivoluzione ha difeso i più poveri attraverso i programmi sociali.

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