Coronavirus, Grecia: Non stiamo bloccando interi Paesi ma aeroporti a rischio

Atene (Grecia), 2 giu. (LaPresse/AP) - "Forse c'è stato un malinteso sul fatto che stiamo bloccando interi paesi o qualcosa del genere. Non è quello che intendevamo trasmettere". Così il ministro del Turismo greco Harry Theoharis all'Associated Press. La Grecia aveva annunciato che i visitatori provenienti da alcuni paesi sarebbero stati sottoposti a test casuali per il coronavirus e nessuna quarantena, altri a test obbligatori per ogni passeggero e quarantena. L'annuncio ha creato irritazione in alcune nazioni, compresa l'Italia. Il governo ellenico ha allora chiarito che le misure erano relative ai voli provenienti da aeroporti specifici anziché da paesi. La Grecia ha affermato di basare le proprie decisioni su un elenco di aeroporti con alto rischio di trasmissione del coronavirus dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea. I visitatori possono volare in Grecia da quegli aeroporti, ma saranno soggetti a test obbligatori e un periodo di auto-quarantena di sette giorni se risultano negativi o una quarantena controllata di 14 giorni se vengono trovati positivi. Theoharis ha rimarcato che l'elenco degli aeroporti ad alto rischio è soggetto a modifiche e che verranno rimossi man mano che le situazioni sanitarie regionali miglioreranno. Ad esempio, l'aeroporto internazionale di Roma non è nell'elenco Easa, ha osservato. "In realtà non stiamo bloccando i paesi, ma gli aeroporti. E questo dimostra che non si tratta di passaporti o Paesi specifici", ha detto Theoharis.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata