Colombia, capo paramilitare accusa ex presidente di legame con milizie

Bogotà (Colombia), 8 set. (LaPresse/AP) - Il deputato colombiano Ivan Cepeda ha presentato una testimonianza video in cui Pablo Hernan Sierra, capo delle milizie di estrema destra attualmente in carcere, accusa l'ex presidente Alvaro Uribe di aver sponsorizzato il suo gruppo armato a metà anni '80. Nel video l'uomo spiega di aver organizzato la milizia che ha operato dal ranch di Guacharacas, di proprietà della famiglia Uribe, nello stato nordoccidentale di Antioquia nel 1996, quando Uribe ne era governatore. Secondo Cepeda il video è stato registrato lo scorso mese, quando lo stesso deputato ha visitato il carcere dove Sierra è detenuto per omicidio. Gli aiutanti di Cepeda spiegano che Sierra è in prigione per aver ucciso un leader indigeno, ma non hanno fornito altri dettagli.

Uribe è stato più volte lodato in passato per i successi ottenuti contro i ribelli di sinistra delle Farc, durante la sua presidenza, tra il 2002 e il 2010. Sierra è il primo ex leader paramilitare ad accusarlo direttamente di aver sostenuto le milizie illegali di destra, responsabili di molte stragi nella lunga guerra sporca della Colombia. Uribe ha sempre negato ogni legame con i paramilitari e ieri ha accusato Cepeda via Twitter di "cercare disperatamente nuove calunnie", definendo il deputato "sicario morale".

Nel video Sierra non dice di aver personalmente parlato con Uribe o di aver visto l'ex presidente dare ordine ai membri delle milizie. Ma dà una spiegazione sul motivo della creazione del gruppo, che sarebbe nato dopo che un leader ribelle di sinistra rubò 600 capi di bestiame dal ranch della famiglia del presidente, oltre a muli e cavalli, tra cui un esemplare premiato da Uribe. Capeda, che ha consegnato il video al capo procuratore colombiano Viviane Morales, ha riconosciuto che Sierra sta cercando una riduzione di pena. E in conferenza stampa ha dichiarato: "Credo che sia venuto il tempo che il Paese avvii un'indagine sull'ex presidente Alvaro Uribe per la presunta creazione di gruppi paramilitari e per atti criminali che queste formazioni hanno commesso ad Antioquia e in molti altri luoghi nel Paese."

I gruppi paramilitari colombiani hanno iniziato a nascere negli anni '80 per proteggere i proprietari terrieri e i trafficanti di droga dai ribelli di sinistra. Poi però si sono trasformati in bande criminali responsabili, secondo i procuratori, di oltre 50mila omicidi.

Non è la prima volta che il ranch di Guacharacas è toccato da simili accuse. Il primo a parlarne era stato nel 2007, un altro deputato di sinistra, l'allora senatore Gustavo Petro. Lo scorso anno, invece, Juan Carlos Meneses, ex maggiore della polizia che lavorava nella regione nel 1994, ha dichiarato ad Associated Press che il fratello più giovane di Uribe, Santiago, aveva guidato una squadra della morte dal ranch durante quel periodo. Secondo Meneses, Santiago Uribe, che ha sempre negato le accuse, lo aveva pagato per permettere alla squadra della morte di operare nella zona e questa aveva ucciso almeno 50 persone. L'ex ufficiale di polizia ha detto però di non avere prove che l'ex presidente sapesse qualcosa della milizia illegale.

Quando Uribe era governatore sosteneva apertamente i gruppi di difesa personale chiamati Convivir, accusati dagli attivisti per i diritti umani di essere squadre della morte. Il padre di Uribe è stato ucciso dai ribelli nel 1983 e il padre di Cepeda, che era un senatore comunista, è stato assassinato un decennio dopo da una squadra della morte di cui facevano parte due soldati.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata