Colloqui di pace israelo-palestinesi riprendono a Washington

Washington (Usa), 30 lug. (LaPresse/AP) - Il segretario di Stato Usa, John Kerry, ha cenato al dipartimento di Stato a Washington con le delegazioni israeliana e palestinese in vista del riavvio dei colloqui di pace. Si è trattato del primo incontro tra le parti, poi i negoziati potranno durare fino a nove mesi. Domenica Israele ha votato a favore del rilascio di 104 detenuti palestinesi, dando l'ultima spinta al riavvio dei colloqui in stallo dal 2008. Alla cena dell'Iftar, con cui i musulmani rompono il digiuno del ramadan, per lo Stato ebraico era presente la ministra della Giustizia e capo negoziatore Tzipi Livni, per i palestinesi il capo negoziatore Saeb Erekat e il consigliere del presidente Mahmoud Abbas, Mohammed Shtayyeh. Ieri Kerry ha nominato l'ex ambasciatore Usa in Israele, Martin Indyk, come mediatore per gli Stati Uniti.

Prima del pasto, il segretario di Stato Usa ha parlato per 45 minuti con ciascuna delle due delegazioni. Sedendosi a tavola, ha poi scherzato: "Non c'è poi molto di cui parlare". Intorno al tavolo rettangolare cinque ufficiali Usa su un lato, due negoziatori israeliani e due palestinesi dall'altro. Cauto ottimismo sui colloqui di Kerry e degli Usa, dopo sei mesi di diplomazia iniziata con il viaggio del presidente Barack Obama in Israele a marzo. "Sembra che siamo fortunati ad avere decenni di esperienza pronta a tornare al tavolo (dei negoziati, ndr) e a fare sforzi per fare passi avanti", ha dichiarato la portavoce del dipartimento di Stato, Jen Psaki.

Kerry ha invitato entrambe le parti a cercare "compromessi ragionevoli su questioni difficili, complicate, coinvolgenti e simboliche". Ha ammesso che si tratterà di un percorso lungo e difficile, ma che l'ambasciatore Indyk "capisce che la pace tra israeliani e palestinesi non arriverà facilmente e non avverrà questa notte. Sa anche che c'è una via da percorrere e che dobbiamo seguirla con urgenza. Capisce che per fare in modo che tante vite non siano state perse invano dobbiamo assicurare che le opportunità non vengano perse invano".

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