Russiagate, Cohen ammette: "Ho mentito al Congresso sui contatti con i russi"

L'ex avvocato personale di Trump si è dichiarato colpevole davanti a una Corte di Manhattan

Michael Cohen, ex avvocato personale di Donald Trump, si è dichiarato colpevole davanti a una Corte di Manhattan di avere mentito nella sua audizione al Congresso Usa sui suoi contatti con i russi. Lo riferisce ad AFP una fonte vicina al dossier, precisando che Cohen ha riconosciuto di avere mentito in merito a un progetto immobiliare in Russia che coinvolgerebbe il gruppo di Trump. Queste nuove dichiarazioni sono un elemento importante nell'ambito dell'indagine del superprocuratore per il Russiagate Robert Mueller, che Trump scredita quotidianamente affermando di non avere avuto nessun contatto con i russi durante la campagna elettorale per le presidenziali del 2016. Perseguito in sede penale, Cohen lo scorso 21 agosto si era dichiarato colpevole di frode bancaria e violazione delle regole sui finanziamenti della campagna elettorale, raggiungendo un accordo separato con i procuratori di New York. Da allora, dopo avere preso le distanze dal presidente Usa, collabora con Mueller.

Appresa la notizia, ecco arrivare la replica di Trump. Per il tycoon Cohen avrebbe detto il falso solo per ottenere una pena ridotta. "È una persona debole. E quello che sta provando a fare è ottenere una pena ridotta. Perciò mente a proposito di un progetto che tutti conoscevano", ha dichiarato parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, riferendosi a un possibile investimento immobiliare in Russia.

Anche stamattina Trump ha attaccato Mueller e la sua squadra su Twitter, accusandolo di spendere il denaro dei contribuenti senza aver potuto dimostrare niente. Lunedì l'ex direttore della campagna elettorale del repubblicano, Paul Manafort, con numerosi contatti in Ucraina e Russia, era stato accusato di avere mentito all'Fbi quando aveva accettato di collaborare in cambio di un accordo ci colpevolezza. Secondo i media Usa, Mueller sarebbe pronto a concludere la sua indagine dopo avere ricevuto le risposte scritte di Trump, che attendeva da diversi mesi.

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