Clinton accetta nomination: Gran sfida ma non abbiamo paura
E attacca Trump: "Un uomo che si scalda con un tweet non è affidabile con in mano le armi nucleari"

L'ex segretario di Stato americano Hillary Clinton accetta formalmente la nomination di candidata del Partito Democratico per le presidenziali 2016 e mette un piede nella storia. Prima donna in corsa per la Casa Bianca, Clinton si è impegnata a garantire "una leadership seria e stabile" e ha promesso maggiori opportunità economiche per gli americani.

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"La mia missione primaria come presidente sarà quello di creare più opportunità e posti di lavoro migliori con l'aumento dei salari", ha detto Clinton nell'ultima tappa della quattro giorni di convention nazionale democratica a Philadelphia. "Nei miei primi 100 giorni, lavoreremo con entrambe le parti per dare vita al più grande investimento in nuovi posti di lavoro ben retribuiti dalla seconda guerra mondiale a oggi".

"Sarò la presidente di tutti gli americani, democratici, indipendenti e repubblicani, di chi mi ha votato e di chi non lo ha fatto", ha proseguito. 

 

 

Mettendo in evidenza la minaccia alla sicurezza globale e nazionale che colpisce Stati Uniti e mondo intero, Hillary ha sottolineato che per vincere queste sfide gli americani hanno bisogno di una leadership stabile e uno spirito collettivo e ancora una volta si è chiesta se Donald Trump, il candidato repubblicano alla presidenza, ha il temperamento per diventare comandante in capo. "Chiunque legga le notizie può vedere le minacce e le turbolenze che abbiamo di fronte. Da Baghdad e Kabul, a Nizza e Parigi e Bruxelles, a San Bernardino e Orlando, abbiamo a che fare con nemici determinati che devono essere sconfitti", ha detto. "Non c'è da meravigliarsi che i cittadini siano in ansia e in cerca di rassicurazione. In cerca di una leadership stabile". 

"Siamo consapevoli di ciò che il nostro Paese ha davanti e sappiamo contro cosa dobbiamo combattere. Ma non abbiamo paura", ha dichiarato Clinton con fermezza. E di nuovo una frecciata al rivale: "Un uomo che si scalda con un tweet non è affidabile con in mano le armi nucleari". 

Neanche a farlo apposta, il magnate affida ad un tweet la sua replica: "Il rifiuto di Hillary di menzionare l'Islam radicale, mentre spinge al 550% l'aumento dei rifugiati, è l'ennesima prova di quanto sia inadatta a guidare il Paese". Il vero scontro è appena cominciato.

 

 

 

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