Cisgiordania, sgomberato campo protesta palestinese zona E-1

Gerusalemme, 13 gen. (LaPresse/AP) - La polizia israeliana ha sgomberato circa 100 attivisti palestinesi che venerdì avevano allestito un accampamento, battezzato Bab Al Shams (Porta del sole) delle tende nella zona contesa nota come E-1, in Cisgiordania, per protestare contro il piano di Tel Aviv di costruirvi nuove case per i coloni. Lo ha riferito il portavoce della polizia di Israele, Micky Rosenfeld, spiegando che lo sgombero è avvenuto in seguito all'autorizzazione da parte di una Corte ma che lui non non era al corrente di quale tribunale si trattasse.

DUBBI SULL'AUTORIZZAZIONE. La Corte suprema aveva emesso un'ingiunzione per il blocco dell'evacuazione e ieri l'ufficio di Netanyahu ha fatto sapere che è stata presentata una richiesta di annullarla. Secondo il quotidiano Haaretz, lo sgombero sarebbe stato compiuto nonostante l'ingiunzione temporanea dell'Alta corte fosse ancora in vigore. La polizia ha fatto sapere che le operazioni, avvenute stamattina, sono durate circa un'ora e mezza e non sono stati compiuti arresti. Le tende non sono state smantellate, ma in merito è attesa una decisione di Israele entro oggi.

I PALESTINESI PROMETTONO RITORNO NEL CAMPO. Gli attivisti avevano fatto sapere di voler stabilire sul posto un villaggio, chiamato appunto Bab Al Shams. Piantando le tende hanno preso in prestito una tattica solitamente associata ai coloni dello Stato ebraico, che credono che stabilire loro comunità renda israeliano un determinato territorio. L'attivista palestinese Abdullah Abu Rahma ha fatto sapere che i manifestanti intendono ripiantare le tende per continuare la protesta. "Oggi vedremo se possiamo tornare", ha detto.

I PIANI DI ISRAELE NELLA ZONA E-1. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva annunciato la costruzione di case nella zona E-1 subito dopo l'elevazione dello status della Palestina presso le Nazioni unite a Stato osservatore non membro. Alla realizzazione vera e propria delle abitazioni mancano ancora anni, ma la decisione di Israele ha sollevato numerose critiche. Per i palestinesi l'area E-1 sarebbe di fondamentale importanza in un loro futuro Stato perché costituisce un corridoio fra Gerusalemme e l'hinterland della Cisgiordania. Intervistato da Army Radio, il primo ministro ha fatto sapere che per costruire nell'area ci vorrà tempo, ma Tel Aviv "completerà la progettazione e allora inizierà la costruzione". In merito allo sgombero degli attivisti ha commentato: "Non hanno motivo di stare lì. Ho chiesto immediatamente di chiudere l'area in modo che la gente non si raduni lì inutilmente e non generi frizioni o disturbi all'ordine pubblico".

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