Cina, ufficio imposte ostacola revisione pagamento tasse Ai Weiwei

Pechino (Cina), 14 nov. (LaPresse/AP) - L'ufficio imposte di Pechino sta ostacolando i tentativi dell'artista e dissidente Ai Weiwei di versare una garanzia finanziaria necessaria per ottenere la revisione della richiesta di pagamento di 15 milioni di yuan (2,4 milioni di milioni di dollari) in tasse e multe arretrate. Lo ha fatto sapere Pu Zhiqiang, un legale della società di design di Ai, Beijing Fake Cultural Development, spiegando che l'ufficio ha fatto sapere che non accetterà la garanzia nella forma inizialmente stabilita dalle due parti. L'ufficio imposte ha ordinato nelle scorse settimane alla società di pagare 2,4 milioni di dollari in tasse e multe arretrate. Per poter ottenere un riesame amministrativo del caso Ai deve versare entro mercoledì una garanzia, o deposito, di oltre 8 milioni di yuan.
Il pagamento non è un problema per Fake Cultural, visto che i sostenitori hanno inviato ad Ai quasi 8,69 milioni di yuan (1,4 milioni di dollari) in donazioni. Ora, ha spiegato Pu ai giornalisti, l'ufficio imposte chiede che la garanzia sia pagata a uno dei suoi conti, mentre la società intendeva acquistare un certificato di deposito. L'azienda, ha affermato il legale, vuole lottare contro le accuse di evasione fiscale e per farlo non può dare impressione di ammettere la propria responsabilità. Fake Cultural, ha aggiunto l'avvocato, è preoccupata che il versamento della garanzia sul conto dell'ufficio imposte sarà considerato come un'ammissione della colpevolezza e teme che "sarà difficile riavere il denaro". "Oggi - ha detto Pu - diremo la verità perché non riusciamo più a sostenere questa situazione. Il caso contro Fake è un caso politico, una persecuzione causata dal background politico, e chiediamo che gli organi amministrativi applichino la legge normalmente e smettano di comportarsi in una maniera insensata nel futuro".
Secondo Du Yanlin, un altro legale della società, le autorità non hanno dimostrato che Ai è il proprietario dell'azienda né che ha mai evaso le tasse. Il rappresentante legale della Fake Cultural è la moglie di Ai, Lu Qing. Il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Liu Weimin, ha tuttavia affermato che non ci sono dubbi che l'artista sia un evasore fiscale. "È un dato di fatto - ha detto durante una conferenza stampa - e il caso dovrebbe essere gestito conformemente alla legge".

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