Cina, tigre siberiana liberata da Putin uccide altre 13 capre

Pechino (Cina), 26 nov. (LaPresse/Xinhua) - Una delle tigri siberiane liberate dal presidente russo Vladimir Putin e poi scappata in Cina sta causando danni. L'animale ha infatti ucciso lunedì notte altre 13 capre nel nordest della Cina, nel secondo attacco alla stessa fattoria negli ultimi giorni. Domenica il maschio di tigre di nome Ustin aveva ucciso due capre, mentre altre tre risultano disperse dopo la razzia. Guo Yulin, il proprietario della fattoria, situata nella provincia di Heilongjiang, ha detto di essere stressato a causa della presenza dell'animale selvatico. "Lunedì sera - ha raccontato l'uomo - la tigre è tornata senza fare alcun rumore. Quando il mattino dopo ho aperto la stalla, le capre morte erano dappertutto".

Il dipartimento delle foreste della provincia ha promesso di risarcire Guo per gli animali persi e ha invitato l'allevatore a trasferire le capre oppure a rafforzare le protezioni nella fattoria. Scienziati russi salvarono circa due anni fa cinque cuccioli di tigre e l'estate scorsa Putin ne aveva liberati tre. Due degli animali, Kuzya e Ustin, hanno attraversato il confine della Cina a ottobre. Secondo le stime, soltanto 600 tigri siberiane vivono in libertà in tutto il mondo, di cui meno di 30 in Cina.

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