Cina, 'attacchi sonori': Usa rimpatriano altri diplomatici
Un mese fa a Guangzhou il trauma cerebrale di un dipendente governativo americano. Casi simili lo scorso anno anche a Cuba

Gli Stati Uniti hanno rimpatriato alcuni funzionari dalla Cina, dopo che questi hanno presentato gli stessi sintomi che sono stati riportati di recente da un altro diplomatico americano nel Paese e l'anno scorso da altri americani a Cuba, dove il sospetto era stato fossero vittime di misteriosi 'attacchi sonori'.

"Varie persone" che lavoravano in ambito diplomatico a Guangzhou sono state riportate negli Usa per test medici approfonditi, ha spiegato la portavoce del dipartimento di Stato Usa, Heather Nauert. Un mese fa a un dipendente governativo americano era stato diagnosticato un trauma cerebrale, dopo che aveva segnalato di sentire suoni "anormali". Il caso ha riacceso i sospetti sui presunti misteriosi attacchi con armi acustiche o con microonde contro gli Stati Uniti.

Lo scorso anno 24 dipendenti americani dell'ambasciata statunitense a Cuba avevano riportato danni simili a traumi cerebrali, dopo aver segnalato sintomi legati all'udito. L'Avana aveva negato di essere responsabile di un attacco. Anche dieci diplomatici canadesi e loro familiari avevano sofferto di strane malattie.

"La sicurezza del personale americano e delle famiglie è la nostra priorità", ha detto Nauert, spiegando che i medici dovranno stabilire se i sintomi dei nuovi casi abbiano o meno somiglianze con quelli registrati in passato.

Questo tipo di attacchi viene descritto genericamente come 'acustico', ma la causa dei sintomi non è stata chiarita, così come non è chiaro chi potrebbe essere responsabile. Gli Usa hanno inviato a Guangzhou un gruppo di lavoro incaricato proprio di fare chiarezza su queste misteriose 'malattie', ha dichiarato il segretario di Stato, Mike Pompeo, dopo che a fine maggio l'ambasciata Usa in Cina aveva diffuso un'allerta sanitaria tra i dipendenti. Pompeo ha anche rilevato somiglianza tra gli 'attacchi' in Cina e quelli all'Avana.

Una dichiarazione ufficiale del dipartimento di Stato non fa alcun riferimento alla possibilità che si tratti di un attacco deliberato della Cina. Avverte però che i diplomatici americani devono allertare il personale medico delle missioni, "se rilevano la comparsa di sensazioni uditive non identificate".

I sintomi, spiega il testo, "comprendono mal di testa, capogiri, acufene, stanchezza, problemi cognitivi, visivi e uditivi, perdita dell'udito e disturbi del sonno". Da parte sua il governo cinese, che ha condotto proprie indagini, lo scorso mese ha affermato che le conclusioni preliminari non hanno trovato elementi per determinare quale sia la causa dei misteriosi sintomi. Il ministro degli Esteri, Wang Yi, intanto, ha messo in guardia da una "politicizzazione" del caso.
 

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