Cile, Michelle Bachelet annuncia: Mi candido alle presidenziali

Santiago (Cile), 28 mar. (LaPresse/AP) - Michelle Bachelet si ricandida alla presidenza del Cile. È ufficiale. Ad annunciarlo, in un discorso tenuto a El Bosque, un quartiere povero di Santiago, è stata lei stessa in un intervento in cui ha definito le diseguaglianze il problema principale del Paese. Prima donna ad avere ricoperto l'incarico di presidente del Cile guidando il Paese fra il 2006 e il 2010, Bachelet è tornata ieri in patria al termine di due anni alla direzione dell'Agenzia dell'Onu per l'uguaglianza di genere e l'empowerment femminile a New York. Si candida con il sostegno del centro sinistra e del partito comunista. Le elezioni si terranno il prossimo 17 novembre.

DISEGUAGLIANZE IL PROBLEMA PRINCIPALE. Bachelet, 62 anni, è considerata l'unica speranza del centro-sinistra per vincere alle urne a novembre. Da Sebastian Pinera, al quale ha ceduto il passo al termine del suo primo mandato, erediterebbe da dover gestire un Paese attraversato da molti movimenti di protesta. Milioni di cileni, infatti, hanno partecipato recentemente a manifestazioni per chiedere una più equa distribuzione delle ricchezze derivanti dal rame, un'istruzione gratuita e la restituzione delle terre agli indiani Mapuche nella regione meridionale in cui spesso il gruppo più consistente di indigeni si è scontrato con proprietari terrieri e società che fanno affari con il legno.

BACHELET PROMETTE CHE ASCOLTERA' CITTADINI. "Ho preso la decisione di candidarmi", ha detto la ex presidente accolta dai sostenitori a Santiago. Nel suo discorso ha spiegato che intende usare il suo eventuale secondo mandato presidenziale per affrontare le enormi diseguaglianze; in Cile c'è uno dei gap più alti al mondo fra ricchi e poveri. Durante il suo primo incarico, Bachelet aveva detto che "ci sono cose che non abbiamo fatto bene e alcune che restano da fare". Il Cile "è un Paese stanco degli abusi di potere e i cileni sono stanchi di non essere presi in considerazione", ha detto nell'annunciare la nuova candidatura, sottolineando che "l'enorme ineguaglianza in Cile è il centro della sua rabbia". Poi ha aggiunto: "non offrirò un programma preparato fra quattro mura, attraverserò il Paese per ascoltare la gente, sentire le loro proposte".

PER I SONDAGGI CONSENSO BACHELET AL 54%. Al termine del suo primo mandato Michelle Bachelet aveva un consenso intorno all'80%. Recenti sondaggi, condotti da CEP Estudios Publicos, mostrano che se si andasse al voto oggi la ex presidente vincerebbe facilmente con il 54% delle preferenze. Senza la Bachelet, invece, il sostegno ai partiti cileni di centro sinistra raggiunge a stento il 20%. Bachelet parteciperà alle primarie che si terranno il 30 giugno per diventare l'unico candidato della sinistra cilena.

DALL'OPPOSIZIONE CONTRO PINOCHET AL SUCCESSO POLITICO. Il percorso fatto dalla Bachelet prima di approdare alla politica nazionale è stato molto lungo. Il padre, il generale dell'aviazione Alberto Bachelet, morì nel 1974 dopo essere stato torturato in prigione a seguito di una condanna a suo carico dall'esercito di Augusto Pinochet. Era stato condannato perché ritenuto un traditore dal momento che si era opposto al colpo di Stato che fece cadere il presidente marxista Salvador Allende. L'anno scorso due funzionari militari furono accusati della morte di Alberto Bachelet. La stessa Michelle Bachelet fu arrestata insieme alla madre nel 1975, episodio del quale preferisce non parlare. A questo proposito nella sua autobiografia si è limitata a dire di avere sofferto "difficoltà fisiche". Usando i legami politici della famiglia, andò in esilio in Australia e nell'allora Germania Est, per poi tornare in Cile nel 1979. Al rientro studiò medicina e si specializzò in pediatria. Cominciò a lavorare in un'organizzazione che aiutava i bambini con problemi mentali i cui genitori erano stati vittime della dittatura. Intanto Bachelet salì tra le file del partito socialista e diventò un personaggio centrale nella coalizione di centro-sinistra che ha dominato il governo del Cile per circa 20 anni dopo Pinochet.

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