Chiamano figlio Adolf e posano con svastiche: neonazisti condannati

La coppia era stata già ritenuta colpevole a novembre. Tra le prove immagini e video che testimoniano il loro attaccamento tanto al gruppo 'National action' quanto all'ideologia nazista

Avevano addirittura chiamato il figlio Adolf in omaggio a Hitler. Una coppia di neonazisti è stata condannata nel Regno Unito con l'accusa di appartenenza a un gruppo terroristico, dal momento che entrambi erano membri del movimento 'National Action' messo fuori legge a dicembre del 2016.

I due genitori, l'ex guardia di sicurezza Adam Thomas di 22 anni e la fotografa di matrimoni portoghese Claudia Patatas di 38, sono stati condannati rispettivamente a sei anni e mezzo di carcere e cinque anni. Nella loro casa sono stati trovati dei cuscini con le svastiche e delle foto diffuse al processo mostrano Adam Thomas che culla il bambino mentre è vestito con una tunica del Ku Klux Klan (KKK), l'organizzazione suprematista bianca basata negli Stati Uniti.

"Avete agito insieme in tutto ciò che avete pensato, detto e fatto, nello scegliere il nome di vostro figlio e nel realizzare fotografie inquietanti del bambino con simboli di nazismo e Ku Klux Klan", ha detto il giudice Melbourne Inman della Corte di Birmingham. La coppia era stata già ritenuta colpevole dal jury della Corte di Birmingham a novembre. A proposito delle foto, Thomas aveva sostenuto che si trattasse di un "gioco", riconoscendo però di essere razzista e di avere dato al figlio 'Adolf' come secondo nome proprio per la sua "ammirazione" per Adolf Hitler.

La coppia voleva ristabilire i campi di concentramento e, fra le prove presentate dall'accusa, ci sono messaggi e immagini diffuse dai due su app mobili che testimoniano il loro attaccamento tanto al gruppo 'National action' quanto all'ideologia nazista. Su Adam Thomas pesa un'accusa in più rispetto alla compagna, cioè quella di avere avuto sul suo computer portatile un manuale di istruzioni per fabbricare delle bombe artigianali.

'National Action' è la prima organizzazione a essere stata vietata dal governo britannico, a dicembre del 2016, in virtù della legge antiterrorismo. Il divieto giunse pochi mesi dopo l'omicidio della deputata laburista, a giugno 2016, poco prima del referendum sulla Brexit, da parte di un simpatizzante neonazista. L'obiettivo del gruppo, secondo il giudice, era "il ribaltamento della democrazia nel Paese ricorrendo alla violenza e all'omicidio, nonché l'instaurazione di uno Stato di ispirazione nazista che sradicasse intere sezioni della società". Insieme alla coppia sono stati condannati altri quattro membri di 'National Action', con pene fino a sei anni e quattro mesi di reclusione. 

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