Chi è Juncker e perché Cameron non lo vuole a capo di Commissione Ue

Bruxelles (Belgio), 27 giu. (LaPresse/AP) - Jean-Claude Juncker è stato designato come nuovo presidente della Commissione Ue dai leader europei. L'annuncio è arrivato dal presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy. Ma la nomina, fortemente sostenuta dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, è arrivata con due no, segnando la prima volta che un un capo della Commissione viene scelto con l'opposizione di uno Stato membro. Contrari sono stati, come annunciato, il premier britannico David Cameron e quello ungherese Viktor Orban. Ecco chi è Juncker e perché si è attirato voti contrari.

CHI E' JUNCKER. Jean-Claude Juncker è stato premier del Lussemburgo dal 1995 al 2013, quando ha lasciato l'incarico per uno scandalo legato alla gestione dei servizi segreti. Nel 2005 è diventato il primo presidente permanente dell'Eurogruppo, di cui è rimasto alla guida sino al gennaio 2013. Fortemente europeista, sostenitore dell'Europa federalista, il cristianodemocratico lussemburghese ha assunto particolare rilievo durante la crisi della zona euro negli anni 2011 e 2012.

Nella sua carriera europea ha attraversato le trasformazioni del blocco, dai trattati costituzionali a quello di Lisbona, ha visto nascere la moneta unica e l'ha vista affrontare la crisi che l'ha fatto vacillare. Stato scelto come candidato del Partito popolare europeo (Ppe) alla presidenza della Commissione europea, si è dimostrato determinato a prendere il posto dell'uscente José Manuel Barroso, dal momento che il Ppe nelle elezioni europee del 25 maggio ha ottenuto complessivamente la maggioranza dei voti nei 28 Stati membri.

PERCHE' NO DA CAMERON. Il premier britannico critica la scelta di Juncker proprio per la sua essenza fortemente europeista. La posizione di Cameron è la seguente: Juncker incarni l'anima pro integrazione, che non restituirebbe mai parte dei poteri ai Paesi membri. Cameron ritiene infatti che l'esito delle elezioni europee di maggio, con l'avanzata dei partiti euroscettici e anti imigrazione, sia un campanello d'allarme per cui l'Ue "deve o cambiare o accettare il declino".

"Ho detto ai leader europei che potrebbero pentirsi di questo nuovo metodo di selezione del presidente della Commissione europea. Io mi sono sempre impegnato in nome degli interessi del Regno Unito", ha dichiarato Cameron dopo il voto di oggi. Va considerato anche che in patria Cameron viene incalzato sia dai conservatori del suo partito, sia da quelli dell'Ukip di Nigel Farage, che chiedono di uscire dall'Ue. Lui, dal canto suo, ha promesso di rinegoziare i rapporti di Londra con Bruxelles e di tenere poi nel 2017 un referendum sull'appartenenza del Regno Unito all'Ue nel caso in cui sarà rieletto l'anno prossimo.

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