Battisti in volo verso l'Italia dalla Bolivia. Bonafede: "Così sconterà ergastolo"

L'ex terrorista preso dall'Interpol nella città di Santa Cruz de la Sierra. Era in fuga da metà dicembre. Saltato il passaggio in Brasile, arriverà a Ciampino. Salvini: "Finita la pacchia, galera a vita". Il figlio di Bolsonaro al leghista: "Ecco il piccolo regalo"

Cesare Battisti è stato catturato in Bolivia e da lì è già partito in aereo verso l'Italia: arriverà a Ciampino per le 11.30. Contrariamente a quanto annunciato in precedenza, Battisti ha saltato il passaggio in Brasile: in questo modo, ha spiegato Alfonso Bonafede, potrà scontare l'ergastolo. Una volta arrivato, Battisti andrà "con molta probabilità nel carcere romano di Rebibbia", ha detto ancora Bonafede.

Il problema dell'ergastolo era il seguente: dal momento che la Costituzione brasiliana non prevede l'ergastolo, in base all'intesa per l'estradizione raggiunta nel 2017 con il Brasile l'Italia si era impegnata a non applicarlo, accordandosi per la pena massima di 30 anni. Secondo quanto afferma Bonafede, l'arrivo direttamente dalla Bolivia consentirà di aggirare questo nodo.

La notizia è stata confermata anche dal premier Conte: ""E' fatta: è appena decollato da Santa Cruz l'aereo diretto a Roma con a bordo Cesare Battisti". Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.. "Ho sentito  - ha aggiunto - al telefono il Presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, che ho voluto ringraziare a nome di tutto il governo italiano per l'efficace collaborazione che ha portato alla cattura di Battisti. E allo stesso modo ringrazio le autorità boliviane. È un grazie con il quale sento di interpretare anche il sentimento delle famiglie delle vittime e di tutti coloro che chiedevano fosse fatta giustizia. Siamo soddisfatti di questo risultato che il nostro Paese sta aspettando da troppi anni".

La cattura - L'ex terrorista, in fuga da dicembre, è stato trovato e preso da un gruppo di inquirenti dell'Interpol nella città di Santa Cruz de la Sierra. Il consigliere speciale per gli affari esteri del presidente brasiliano Jair Bolsonaro, Filipe G. Martins ha dato per primo la notizia su Twitter: "Il terrorista italiano Cesare Battisti è stato arrestato in Bolivia questa sera (tra sabato a domenica) e sarà presto riportato in Brasile, da dove sarà probabilmente rimandato in Italia per scontare la pena a tempo indeterminato, in conformità con la decisione della giustizia italiana".

"Battisti è detenuto, la democrazia è più forte del terrorismo", ha twittato Antonio Bernardini, ambasciatore italiano in Brasile. Il figlio del nuovo presidente brasiliano, il deputato Eduardo Bolsonaro, ha scritto sullo stesso social network, in italiano con una foto di Battisti: "Il Brasile non è più una terra di banditi. Matteo Salvini il 'piccolo regalo' arriverà".

Edoardo Bolsonaro ha scritto anche, sempre su Twitter: "Ha ucciso un poliziotto, ucciso un padre di fronte a suo figlio, sparato e lasciato un uomo paralizzato, è stato condannato all'ergastolo per quattro omicidi ed era un membro del gruppo terroristico di sinistra in Italia PAC (Proletari armati per il comunismo). Ciao Battisti, la sinistra piange!".

La storia - L'ex presidente brasiliano Michel Temer aveva firmato a metà dicembre l'atto di estradizione rivendicato per anni dall'Italia, dove è stato condannato in contumacia nel 1993 a due ergastoli per quattro omicidi e complicità in altri delitti compiuti negli anni 70. Cesare Battisti, nato nel 1954 a Cisterna di Latina, era evaso dal carcere nel 1981 dopo la condanna a 12 anni in primo grado - per quattro omicidi avvenuti alla fine degli anni settanta: due compiuti materialmente e due in concorso con altri. Il suo primo arresto risale a quando aveva 18 anni per una rapina a Frascati. In carcere si "politicizzò" entrando a far parte dei Pac (Proletari armati per il comunismo). Battisti è accusato di aver partecipato all'omicidio di Antonio Santoro, comandante del carcere circondariale di Udine e ad altri tre omicidi: quello del gioielliere Pierluigi Torregiani, a Milano, per il quale Battisti è stato condannato come mandante e ideatore, e quello del macellaio Lino Sabbadin a Mestre, per il quale Battisti fornì copertura armata. Battisti è accusato di essere anche l'esecutore materiale dell'omicidio di Andrea Campagna, agente della Digos di Milano, ucciso il 19 aprile del 1978. 

Dopo una permanenza in carcere e un lungo processo giudiziario per estradarlo, il presidente di sinistra Luiz Inacio Lula da Silva (2003-2011) decise nel 2010 di non consegnare il fuggiasco all'Italia. Bolsonaro, presidente di estrema destra entrato in carica il primo gennaio, aveva ribadito già a dicembre la sua intenzione di estradare Battisti, dicendo su Twitter che il governo italiano avrebbe potuto "fare affidamento" su di lui.

Le reazioni - Uno dei primi ad esultare è il ministro Salvini: "Ringrazio per il grande lavoro le Forze dell'Ordine italiane e straniere, la Polizia di Stato, l'Interpol, l'AISE e tutti coloro che hanno lavorato per la cattura di Cesare Battisti, un delinquente che non merita una comoda vita in spiaggia, ma di finire i suoi giorni in galera. Grazie di cuore al presidente Jair Bolsonaro e al nuovo governo brasiliano per il mutato clima politico che, insieme a un positivo scenario internazionale dove l'Italia è tornata protagonista, hanno permesso questo successo atteso da anni, grazie alle Autorità boliviane e alla collaborazione di altri Paesi amici".

Soddisfatto anche il premier Conte: "Le famiglie Santoro, Torregiani, Sabbadin, Campagna potranno finalmente ottenere giustizia. La cattura e l'espulsione di Cesare Battisti sono un risultato atteso da oltre quarant'anni, che dovevamo soprattutto a loro, come pure alle altre vittime delle sue azioni criminali". 

Così come il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la cui speranza è che Battisti venga prontamente consegnato alla giustizia italiana, affinché sconti la pena per i gravi crimini di cui si è macchiato in Italia e che lo stesso avvenga per tutti i latitanti fuggiti all'estero.

Più cauto Maurizio Campagna, fratello di Andrea Campagna, l'agente di pubblica sicurezza ucciso da Battisti il 19 aprile 1979 a Milano;: "La prima reazione è di contentezza. Ora però il problema è vedere cosa succede perché la Bolivia è uno di quei Paesi che non applica l'estradizione: Battisti non è uno stupido, se è andato in Bolivia qualche motivo ce l'ha". "Speriamo riesca a scontare l'ergastolo in Italia  - ha aggiunto - Fino a quando non lo vedo su un aereo sono un pò scettico. Spero che lo Stato italiano e la Farnesina ci diano una risposta".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata