Catalogna, Puigdemont paga cauzione ed esce dal carcere in Germania
I giudici dovranno ora valutare la richiesta di estradizione spagnola per l'accusa di malversazione

Il presidente deposto della Catalogna, Carles Puigdemont, è stato scarcerato in Germania dopo che ha pagato la cauzione, mentre i giudici tedeschi valutano la richiesta d'estradizione spagnola nei suoi confronti. Appena fuori dal carcere, il leader indipendentista ha chiesto "dialogo politico" immediato a Madrid, per mettere fine alla disputa in cui è coinvolto. "Il tempo del dialogo è arrivato", ha affermato parlando davanti alla prigione di Neumuenster, dopo che è stata pagata la cauzione di 75mila euro.

"Per anni abbiamo chiesto dialogo e abbiamo solo ricevuto violenza e oppressione", ha aggiunto, "Madrid non ha scuse per non avviare il dialogo con i politici catalani". Il 55enne ha anche chiesto "il rilascio immediato dei leader separatisti detenuti in relazione alla spinta separatista della Catalogna. La sua scarcerazione equivale a un significativa vittoria per l'indipendentista, perché i giudici del Land di Schleswig-Holstein hanno respinto la richiesta di estradizione per l'accusa di ribellione nei suoi confronti, relativa alla dichiarazione d'indipendenza seguita al referendum dell'ottobre scorso, considerato illegale da Madrid.

Per i magistrati, quell'accusa è "inammissibile", perché la "ribellione" non è punibile secondo la legge tedesca. Una condanna per quest'accusa in Spagna comporterebbe una pena massima di 30 anni di carcere. Hanno però mantenuto quella di malversazione, per cui potrebbero decidere l'estradizione, a proposito dell'uso di fondi pubblici per organizzare il referendum conteso. Per quest'accusa, Puigdemont rischia fino a otto anni di carcere. I giudici tedeschi hanno stabilito di aver bisogno di raccogliere ancora informazioni per decidere sulla consegna alla Spagna, ma hanno stabilito il rilascio di Puigdemont. Questo, a condizione che il politico resti in Germania e si presenti settimanalmente a un commissariato di polizia.

Lo spagnolo era stato arrestato il 25 marzo quando era entrato in Germania in auto, di ritorno dalla Finlandia verso il Belgio, dove ha vissuto in autoesilio negli ultimi sei mesi. Due giorni prima, la Corte suprema spagnola aveva emesso mandati d'arresto internazionali per lui e altri leader catalani accusati in relazione al referendum. Il rifiuto dell'accusa di ribellione da parte della Germania è un duro colpo per Madrid: se Puigdemont sarà estradato per malversazione, nel rispetto della legislazione europea Madrid non potrà infatti processarlo per ribellione. Il governo spagnolo ha fatto sapere di "rispettare" la decisione dei giudici.

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