Catalogna, La Caixa sposta sede legale a Palma. A Madrid migliaia in piazza per l'unità
Banche e imprese in fuga. E il prefetto chiede scusa per le violenze della polizia al referendum

La Fondazione bancaria La Caixa ha deciso di trasferire la propria sede legale e quella di CriteriaCaixa, società di cui è unica azionista e che gestisce il suo patrimonio, da Barcellona a Palma di Maiorca. Questo, ha fatto sapere in una nota, "fino a quando sarà in corso l'attuale situazione in Catalogna", legata alla crisi politica dovuta al referendum sull'indipendenza della regione. In una nota, la Fondazione ha informato di aver preso la decisione per tutelare i suoi interessi imprenditoriali e sociali, così come operativi.

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Ha precisato anche che si tratta di una decisione "con carattere temporaneo", che non implica il trasferimento di persone né di centri o servizi aziendali, che continueranno a operare normalmente. Ieri CaixaBank, banca partecipata da CriteriaCaixa, aveva annunciato il trasferimento da Barcellona a Valencia a fronte della possibilità che il Parlamento catalano dichiari unilateralmente l'indipendenza, e oggi il suo cda ha ratificato la decisione. La Fondazione bancaria La Caixa è la prima fondazione privata di Spagna, la terza al mondo per volume di attività, dopo quella creata da Bill e Melinda Gates e Wellcome Trust.

Tra le altre imprese e banche che hanno deciso di spostare le loro sedi legali al di fuori della Catalogna ci sono la multinazionale Gas Natural Fenosa (a Madrid), Banco Sabadell (ad Alicante), CaixaBank (a Valencia), e poi Naturhouse, Banco Mediolanum, Arquia Banca, Oryzon, Dogi e Derby Hotels. Altre compagnie catalane, come Freixenet, Catalana Occidente e Renta Corporación, hanno aperto a prendere una decisione analoga in base allo sviluppo degli eventi politici.

IN PIAZZA PER DIFENDERE UNITA'. Nel frattempo migliaia di persone sono radunate nella piazza de Colon e nella calle de Serrano a Madrid, con bandiere spagnole e cartelli con lo slogan 'Parlem' (parliamo) a favore della difesa dell'unità nazionale, della Costituzione e dello stato di diritto. Manifestazioni analoghe sono in corso in tanti comuni della Spagna. A convocare la dimostrazione è stata la Fondazione per la difesa della nazione spagnola (Denaes), e tra quanti hanno partecipato c'è anche il vice segretario generale della comunicazione del Pp, Pablo Casado.

Al suolo nella piazza madrilena è stata posta una bandiera della Spagna, mentre in sottofondo risuonava dagli altoparlanti la canzone 'Que viva Espana' di Manolo Escobar. I partecipanti hanno esposto cartelli con la scritta 'Golpisti' a fianco di foto del governatore catalano, Carles Puigdemont, del suo vice, Oriol Junqueras, del capo dei Mossos d'Esquadra, Josep Lluis Trapero. Tra gli slogan scanditi, 'Viva la Spagna'. Nella zona è dispiegato un ampio dispositivo di polizia e sanitario, con varie ambulanze.

Parallelamente sotto il palazzo della Generalitat a Barcellona migliaia di persone si sono radunate per chiedere il dialogo tra la Catalogna e la Spagna. I manifestanti, che riempiono piazza Sant Jaume nel centro del capoluogo catalano, indossano maglie bianche e sventolano bandiere dello stesso colore, con slogan come 'Parlem?' e 'Dialogo ya'. L'iniziativa non è stata organizzata da partiti politici ed è stata convocata con la richiesta che non fossero esibite bandiere.

 

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