Caso Nsa, governo Usa minacciò multe a Yahoo per ottenere dati

Washington (Usa), 12 set. (LaPresse/AP) - Il governo degli Stati Uniti nel 2008 minacciò di imporre a Yahoo una multa di 250mila dollari al giorno, nel caso in cui non accettasse di consegnare alle agenzie di intelligence informazioni sulle comunicazioni degli utenti. Il caso finì in tribunale e venne portato avanti in segreto. Le pressioni di Washington sul colosso di internet sono emerse dopo che un giudice federale ha ordinato la desecretazione del materiale processuale, che contiene comunque alcuni omissis. Il motivo invocato dal governo per la richiesta dei dati fu che in gioco c'era la sicurezza nazionale, tuttavia la compagnia riteneva che si trattasse di pretese incostituzionali.

"I terroristi internazionali (omissis) in particolare, usano Yahoo per comunicare su internet", aveva scritto il direttore dell'intelligence nazionale di allora, Mike McConnell, in un documento consegnato alla corte a sostegno della posizione del governo. "Qualunque altro ritardo nella consegna dei dati da parte di Yahoo potrebbe causare grandi danni agli Stati Uniti, poiché resterebbero ignorate informazioni contenute in comunicazioni a cui solo Yahoo ha accesso", afferma ancora McConnell. In un comunicato emesso oggi, Yahoo afferma che il governo modificò una legge in modo da poter chiedere i dati alle compagnie di servizi online; nel 2007 ciò spinse la società di Sunny Vale a opporsi in tribunale, mentre era ancora in carica l'amministrazione di George W. Bush.

"Il nostro caso, così come il seguente appello, fallirono", ha dichiarato Ron Bell, consulente generale di Yahoo. Il nuovo materiale sul caso sottolinea "come abbiamo dovuto combattere a ogni passo per opporci agli sforzi di sorveglianza del governo", ha aggiunto Bell. "A un certo punto, il governo ha minacciato le multe di 250mila dollari al giorno", ha detto ancora il consulente generale. Il governo voleva le informazioni di Yahoo nell'ambito del programma di sorveglianza Prism, denunciato alla stampa l'anno scorso dall'ex analista della National security agency Edward Snowden.

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