Cardinale Los Angeles rimosso da incarichi per gestione casi pedofilia

Los Angeles (California, Usa), 1 feb. (LaPresse/AP) - L'ex arcivescovo di Los Angeles, cardinale Roger Mahony, è stato sollevato dal suo successore Jose Gomez da tutti gli incarichi e impegni pubblici in relazione alla cattiva gestione di casi di abusi sessuali da parte di preti pedofili. La decisione è arrivata nello stesso giorno in cui l'arcidiocesi di Los Angeles ha pubblicato, su ordine di un giudice, oltre 30mila pagine di documenti riservati su preti accusati di abusi, senza cancellare i nomi degli ufficiali responsabili della gestione dei loro casi.

"Leggere questi documenti è un'esperienza brutale e dolorosa", ha detto Gomez in una nota, aggiungendo che "il comportamento descritto in questi file è terribilmente triste e cattivo. Non c'è alcuna scusa, nessuna spiegazione per quello che è successo a questi bambini". "Ho informato il cardinale Mahony - ha scritto l'arcivescovo nel comunicato - che non avrà più impegni amministravi e pubblici".

Inoltre, ha fatto sapere Gomez, si è dimesso il vescovo ausiliare di Santa Barbara, Thomas Curry, stretto collaboratore di Mahony quando quest'ultimo era a capo dell'arcidiocesi di Los Angeles. Mahony, in pensione dal 2011, si era già pubblicamente scusato per gli errori commessi nella gestione dei casi di preti pedofili. Proprio ieri il giudice Emilie Elias del tribunale di Los Angeles aveva ordinato all'arcidiocesi di pubblicare entro il 22 febbraio i documenti riservati sui casi di abusi, senza cancellare i nomi degli ufficiali. I documenti sono stati diffusi dopo alcune ore.

Nel 2007 l'arcidiocesi raggiunse un accordo da 660 milioni di dollari con oltre 500 presunte vittime di abusi, ma le autorità ecclesiastiche tentarono di evitare la pubblicazione dei nomi di chi si era occupato dei casi. Da una prima parte dei file, diffusi a Los Angeles due settimane fa, era emerso che Mahony e altri ufficiali cercarono di proteggere i preti molestatori e di nascondere gli abusi ai fedeli delle parrocchie in cui lavoravano i presunti pedofili.

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