Carcere a vita per mostro Cleveland: rapì e stuprò tre ragazze per 10 anni

Cleveland (Ohio, Usa), 1 ago. (LaPresse/AP) - Ergastolo senza condizionale e mille anni di carcere aggiuntivi. È la sentenza decisa nei confronti di Ariel Castro, l'uomo accusato di aver rapito, stuprato e tenuto prigioniere tre ragazze per dieci anni in una casa di Cleveland, in Ohio. Un'ammissione di colpevolezza per 937 reati (tra cui omicidio aggravato, rapimento, stupro e molestie) fatta la scorsa settimana ha evitato all'uomo una possibile condanna alla pena di morte per aver picchiato e indotto all'aborto una delle tre ragazze che era rimasta incinta.

IL SEQUESTRO E LA FUGA. Le vittime del sequestro sono Michelle Knight, oggi 32enne, rapita nel 2002, quindi Amanda Berry, 27 anni, e Gina DeJesus, 23 anni. La fuga avvenne il 6 maggio scorso quando Amanda riuscì a creare una breccia nella porta della casa e a chiedere aiuto ai vicini. Oltre alle donne, in casa è stata fu una bambina di sei anni, figlia della Berry.

CASTRO: SONO MALATO. Vestito con la divisa arancione dei detenuti e le manette ai polsi, l'uomo ha provato a spiegarsi fino all'ultimo, anche in aula. "Queste persone stanno provando a dipingermi come un mostro, ma io non sono un mostro, sono malato", ha detto davanti al giudice, ammettendo poi di sapere di aver "sbagliato al cento per cento". Quindi a presentato le scuse alle tre ragazze, sostenendo tuttavia che i rapporti sessuali con loro siano stati consensuali.

VITTIMA: MI HA RUBATO 11 ANNI DI VITA. Forte e orgogliose sono state le parole di una delle tre rapite, Michelle Knight, sentita oggi in tribunale: "Hai preso 11 anni della mia vita e io me la sono ripresa. Ho passato 11 anni all'inferno, ora ci sei tu ed è solo l'inizio. Io supererò tutto quello che è accaduto, ma tu te la vedrai per sempre con l'inferno". Michelle e le altre due ragazze sono apparse in un filmato realizzato a inizio luglio, in cui ringraziavano la comunità per il sostegno ricevuto. Knight ha inoltre inviato alla polizia una lettera in cui ringrazia gli agenti per l'aiuto ricevuto nel raccogliere i biglietti e i regali indirizzati a lei e alle altre ragazze. Nella lettera, spiega il comandante del secondo distretto di polizia di Cleveland Keith Sulzer, Knight ha scritto "la vita è dura, ma io lo sono di più".

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