Crisi in Ucraina, Trump cancella l'incontro con Putin al G20

Il presidente fa dietrofront dopo un primo tweet in cui confermava il summit

Alla fine no: a poche ore dall'inizio del G20 in Argentina Donald Trump ha fatto saltare l'incontro con Vladimir Putin che era previsto a margine. La motivazione che ha addotto è la tensione fra Mosca e l'Ucraina legata all'incidente di domenica nel Mar d'Azov: "Sulla base del fatto che le nave e i marinai non sono stati riconsegnati all'Ucraina dalla Russia, ho deciso che sarà meglio per tutte le parti coinvolte cancellare l'incontro", ha scritto su Twitter poco dopo essere salito sull'Air Force One per l'Argentina. Il tutto, neanche un'ora dopo avere dichiarato ai giornalisti che era "un momento molto buono per avere l'incontro" con Putin, e dopo che il Cremlino aveva confermato il faccia a faccia. Ma anche poco dopo avere ricevuto un duro colpo in relazione al Russiagate: l'ex avvocato personale del tycoon infatti, Michael Cohen, ha ammesso di avere mentito al Congresso Usa.

Che l'Ucraina sarebbe stato fra i temi caldi del summit era chiaro: Angela Merkel, fra l'altro, aveva promesso al presidente ucraino Petro Poroshenko che avrebbe sollevato la questione con Putin. Ma la mossa dell'ultimo momento di Trump lo riporta al centro, e riporta al centro ancora una volta il tycoon e la sua imprevedibilità.

Fari puntati anche sui dazi, con particolare attesa per il bilaterale di sabato fra Trump e il presidente cinese Xi Jinping. L'obiettivo sarebbe quello di placare l'escalation di tariffe fra i due Paesi, che minaccia la crescita mondiale. "Speriamo che Usa e Cina potranno fare passi l'uno verso l'altra", ha fatto sapere il ministero del Commercio di Pechino. Ma Trump dal canto suo mantiene alta la pressione: da una parte su Twitter elogia i dazi contro la Cina e dall'altra si dice "molto vicino" a raggiungere un accordo commerciale con Pechino.

Promette di essere al centro del summit anche la questione dell'omicidio del giornalista saudita Jamal Khashoggi. In particolare visto che a Buenos Aires ci sarà il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman (MBS), che la Cia ritiene il mandante, approdato in Argentina dopo avere fatto tappa negli Emirati Arabi Uniti, in Bahrein, in Egitto e infine in Tunisia, nel primo viaggio internazionale dopo lo scandalo Khashoggi. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha promesso di sollevare la questione sia con il principe MBS, che incontrerà in un bilaterale, sia con i leader europei. Li incontrerà venerdì mattina per "una riunione di coordinamento" come quella che c'era stata a giugno prima del G7 di Charlevoix. Macron non avrà nessun bilaterale con Trump: rientrato da Parigi dopo le celebrazioni per il centenario della Prima guerra mondiale, il tycoon aveva cominciato ad attaccare il presidente francese per la sua iniziativa di un esercito europeo. Un bilaterale con Trump ce lo avrà invece Angela Merkel.
 

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