Canada, si scava nel passato del killer: fra droga e piani verso Siria

Ottawa (Canada), 24 ott. (LaPresse/AP) - Emergono nuovi dettagli sull'uomo responsabile dell'attacco di Ottawa. Michael Zehaf-Bibeau, 32 anni, non vedeva i familiari da cinque anni e risiedeva da qualche settimana in un rifugio per senza tetto. Chi aveva avuto contatti con lui di recente fa sapere che il giovane aveva parlato della sua intenzione di partire per la Libia, di cui era originario il padre, oppure per la Siria. Aveva avanzato richiesta per il passaporto, ma era in attesa da tempo e questo pare abbia potuto contribuire a scatenare la sua rabbia. Faceva uso di crack e, stando a quanto disse a uno psicologo, una volta si fece arrestare in modo da andare in carcere e provare a disintossicarsi. Musulmano devoto da più di sette anni, voleva diventare un uomo migliore, ma nelle ultime settimane era cambiato.

ATTACCO FORSE LEGATO A RITARDI IN CONSEGNA PASSAPORTO. A ipotizzare che alla base dell'attacco di mercoledì possa esserci la frustrazione di Zehaf-Bibeau per il ritardo nell'ottenere il suo passaporto richiesto per partire per la Siria è stato in conferenza stampa il commissario della polizia di Ottawa Bob Paulson. "Penso che sia stato centrale nello spingerlo" a compiere l'aggressione, ha detto Paulson. La richiesta del 32enne non era stata respinta ma le autorità stavano valutando se accettarla, spiega ancora Paulson, aggiungendo che quell'ostacolo potrebbe aver pesato sul giovane, che aveva una lunga serie di precedenti penali, compresi reati legati a droga e armi, aggressione e rapina. All'inizio della settimana erano state individuate circa 90 persone in Canada sospettate di volersi unire a combattenti estremisti o tornate dall'estero dopo attività legate alla jihad. Ma Paulson ha precisato che l'attentatore di Ottawa non era su quella lista e non era sotto sorveglianza, in parte perché è solo dopo la sparatoria che hanno saputo dalla madre che intendeva andare in Siria, dove combattono gruppi militanti come lo Stato islamico (ex Isil).

KILLER ERA CAMBIATO NEGLI ULTIMI GIORNI. Abubakir Abdelkareem, che si recava spesso al rifugio per senza tetto Ottawa Mission, in cui Zehaf-Bibeau ha abitato nelle ultime settimane, racconta che il giovane gli aveva detto che aveva un problema di droga ma era pulito da tre mesi e stava provando a stare lontano dalla tentazione andando in Libia. Ma tre giorni prima della sparatoria "la sua personalità era cambiata completamente", ricorda Abdelkareem, spiegando che l'uomo aveva smesso di essere socievole e loquace, e invece dormiva di giorno. Per questo Abdelkareem era giunto alla conclusione che Zehaf-Bibeau doveva avere ricominciato a usare droga. Uno dei residenti della Ottawa Mission, Lloyd Maxwell, dice che Zehaf-Bibeau era venuto a Ottawa proprio per provare a ottenere il passaporto per partire per il Medioriente perché riteneva fosse più facile ottenerlo nella capitale. "Non lo ha ottenuto e questo lo ha reso molto agitato", spiega Maxwell.

L'INSTABILITA' MENTALE. Sempre in conferenza stampa, Paulson della polizia di Ottawa ha parlato di una "instabilità mentale" di Zahef-Bibeau, dicendo che questa ha contribuito alla sua radicalizzazione insieme al suo passato di violenza, reati e droga. Il suo indirizzo e-mail è stato trovato nell'hard disk del computer di una persona incriminata per reati legati al terrorismo, spiegano ancora dalla polizia senza precisare di chi si tratti. Nel 2011, mentre viveva a Vancouver, Zehaf-Bibeau era stato arrestato per rapina e durante un incontro con lo psicologo aveva detto di avere commesso il reato con l'unico obiettivo di farsi incarcerare. "Vuole stare in carcere perché crede che sia l'unico modo in cui può superare la dipendenza dal crack", si legge nella relazione scritta dallo psicologo. "È un devoto musulmano da sette anni", proseguiva il report, aggiungendo poi: "Crede che debba trascorrere del tempo in prigione come sacrificio per ripagare i suoi errori del passato e spera di essere un uomo migliore quando verrà rilasciato". Sempre nel 2011 nella zona di Vancouver il giovane andò in una moschea per incontrare uno dei fedeli, che lo assunse per lavori manuali nella sua azienda familiare di giardinaggio. A riferirlo è il padre dell'uomo che lo assunse, John Bathurst, spiegando Zehaf-Bibeau lasciò quel lavoro dopo due giorni e suo figlio non lo rivide fino a sei settimane fa, quando lo incontrò mentre "parlava del diavolo e di cose poco sane". "La storia vera qui è la malattia mentale", aggiunge Bathurst.

IL FUCILE UTILIZZATO. Michael Zehaf-Bibeau mercoledì mattina, poco prima delle 10 ora locale, ha sparato contro il soldato 24enne Nathan Cirillo, che era di guardia davanti al Memoriale nazionale di guerra, e poi ha fatto irruzione in Parlamento aprendo il fuoco. Proprio in Parlamento è stato ucciso da Kevin Vickers, 58 anni, cerimoniere della Camera dei comuni canadese. Il soldato è morto e altre tre persone sono rimaste ferite. Per sparare Zehaf-Bibeau ha utilizzato un fucile Winchester con azionamento a leva, un'arma di vecchia concezione e relativamente lenta. Le autorità stanno indagano per capire come abbia ottenuto il fucile, dal momento che per lui era vietato il possesso di armi visti i precedenti penali.

NUOVE MISURE: AI SOLDATI SI CHIEDE DI NON INDOSSARE UNIFORME. Dopo la tragedia sono state introdotte delle misure a tutela dei soldati: ai militari canadesi è stato ordinato di non indossare le uniformi in pubblico quando svolgono attività private, per esempio mangiare al ristorante o fare compere. La sparatoria di Ottawa risolleva il problema dei cosiddetti 'lupi solitari' e i timori che il Canada possa essere preso di mira in risposta alla sua partecipazione alla campagna aerea della coalizione internazionale contro lo Stato islamico (ex Isil) in Iraq e Siria, guidata dagli Stati Uniti. Proprio martedì il Canada aveva inviato in Medioriente otto caccia per unirsi alla lotta contro l'Isil.

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